Iran, test missilistici fanno risorgere il timore del nucleare degli ayatollah

La scelta del momento in cui condurre una simile esercitazione non è particolarmente felici, almeno dal punto di vista delle trattative con l'Iran, con la minaccia di bloccare il petrolio nello stretto di Hormuz ancora fresca.

di Vincenzo Avagnale 2 Gennaio 2012 11:45

Le recenti tensioni per la minaccia da parte dell’Iran di chiudere lo stretto di Hormuz non gli hanno impedito di mettere in atto delle imponenti, quanto inopportune, esercitazioni navali nel Golfo, includendo nel programma anche azioni per il lancio di missili a lunga gittata, adatti, secondo fonti d’intelligence americane, al lancio di piccole testate nucleari.

Sono stati due i missili testati con successo, come ha annunciato il vice comandante della Marina iraniana Mahmoud Mousavi: “oggi effettueremo un test di lancio di alcuni missili a lunga gittata Quader e Nour, che saranno parte integrante delle esercitazioni messe in atto negli ultimi dieci giorni“. L’annuncio è stato fatto alla Tv di stato, che si proponeva certamente di dimostrare come le minacce dei giorni scorsi non siano vuote parole, ma una concreta possibilità secondo il paese degli ayatollah.

Dopo le recenti tensioni anche l’Unione Europea sta valutando l’opportunità di vietare l’importazione di greggio iraniano, misura che andrebbe ad aggiungersi a quella degli Stati Uniti, ormai in vigore da diverso tempo. In contemporanea la 5° flotta Usa ha informato con un secco comunicato scevro di impostazioni politiche di sorta che “non si consentirà alcuna interruzione del traffico lungo una rotta petrolifera vitale”. 

Le esercitazioni navali sono state chiamate in codice “Velayat 90” e secondo le autorità militari iraniane si sono svolte in perfetta sintonia con le loro aspettative sulla capacità di risposta dei propri militari. Le esercitazioni cominciate il 24 dicembre continuano ancora oggi, ma non si capisce se davvero l’Iran arriverebbe a chiudere il Golfo Persico, da cui esce su nave la maggior parte del petrolio destinato all’occidente.

Quel che è certo è che con queste esercitazioni ha trovato una scusa per addestrare ed addirittura schierare le proprie forze nel Golfo, mossa considerata un evidente preambolo all’intervento vero e proprio per bloccare lo stretto di Hormuz, mentre con il test missilistico ha mostrato di poter attaccare Israele, come anche le basi Usa nel Golfo come minacciato ormai da diversi anni (ma senza dimostrare di possederne i mezzi).

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