In carcere Nicoletti, ex cassiere della banda della Magliana

In manette Enrico Nicoletti, 75 anni, ex cassiere della banda della Magliana; colto da un malore, viene portato all'ospedale e poi in carcere: "Sono vecchi, non voglio morire in carcere".

di Laura Cesco Frare 26 Febbraio 2012 13:10

Sembra un’ombra del passato, ma la banda della Magliana, la potentissima organizzazione criminale che operava a Roma, non smette di far parlare di sé.Un ordine di carcerazione nei confronti di Enrico Nicoletti, detto “il Secco”, è stato notificato questa mattina. Un totale di 6 anni e 6 mesi per pene residue da passare al fresco. L’uomo, considerato l’ex cassiere della terribile banda, è stato raggiunto ieri dai carabinieri nella propria abitazione, dove abitava con i figli, ma nel vedere gli agenti è stato colto da un malore ed è svenuto. Trasportato subito all’ospedale di Tor Vergata per degli accertamenti durati tutta la notte, è stato dimesso questa mattina e subito portato nel carcere di Rebibbia. Ai carabinieri, nel momento del suo arresto, avrebbe detto: “Sono vecchio, non voglio morire in carcere”.

Pur non avendo a suo carico alcuna misura cautelare, Nicoletti, 75 anni, è ora in prigione grazie ad un provvedimento della Corte d’Appello per un cumulo di reati che gli erano stati contestati in passato e per i quali era stato considerato colpevole, come usura, estorsione e rapine con “aggravanti della pluralità dei soggetti concorrenti”.

L’ex cassiere non era certo il membro più in vista della banda, ma il suo ruolo era fondamentale: era infatti in grado di moltiplicare gli introiti e i capitali investiti nell’organizzazione. Dalla sua posizione svolgeva intense attività di deposito e prestiti per poter riciclare il denaro sporco che gli altri membri della banda accumulavano, tanto che il suo operato avrebbe fatto guadagnare alla banda della Magliana circa 80 miliardi di beni mobili ed immobili. Ma Nicoletti non si limitava a gestire il denaro: assumono sfumature inquietanti anche i suoi rapporti con diversi esponenti del mondo della politica: il suo nome viene accostato a quello di Giulio Andreotti, oltre che a quello di Giuseppe Ciarrapico, di cui è un grande amico.

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