Immigrata chiede istanza di soggiorno dopo le violenze subite dal convivente italiano

La storia di una immigrata che fra tante difficoltà ha dovuto affrontare anche la violenza del suo convivente di Forlì, ma ora c'è bisogno di un permesso di soggiorno, altrimenti dovrà pure subire il rimpatrio.

di Vincenzo Avagnale 28 Novembre 2011 14:48

La condizione degli immigrati dopo così tanto tempo con la Lega al governo si è fatta sempre più difficile. La legge che rende l‘immigrazione clandestina non è che la punta dell’iceberg normativo messo in piedi in due governi Berlusconi dai sedicenti padani per rendere allo straniero residente nel nostro paese la vita difficile.

La condizione di clandestinità porta tutta una serie di svantaggi: impossibilità di lavorare legalmente (versando i contributi si segnalerebbe la propria presenza), impossibilità a trovare un’abitazione legalmente, impossibilità di accedere perfino ai servizi sanitari (in quanto entrando in ospedale si verrebbe curati, ma poi anche arrestati e rimpatriati.

Una situazione di disagio diversa, non discriminatoria perché un’immigrata, ma in quanto donna, riguarda la signorina Adama Kebe, una senegalese maltrattata e picchiata dal suo ex convivente di Bologna. Tre mesi fa aveva chiesto aiuto al Cie di Bologna, denunciando anche alle forze dell’ordine, per sfuggire al suo ex convivente originario di Forlì, ma purtroppo adesso, non avendo il permesso di soggiorno, rischia di venire rimpatriata.

Il suo avvocato, Andra Ronchi, ha fatto richiesta di un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari, in quanto la senegalese starebbe vivendo un momento di grave crisi psicofisica e pertanto rimpatriarla adesso sarebbe condannarla ad affrontare da sola una situazione troppo pesante per chiunque si trovi nelle sue condizioni.

La vicenda ha viaggiato velocemente fino alle alte sfere, anche per la sua tragicità (che ha colpito molti lettori sul web che hanno mandato messaggi di incoraggiamento alla donna da Facebook e Twitter), per cui sarebbe stata informata e starebbe prendendo un ruolo attivo nella risoluzione della situazione anche il Ministro degli interni Anna Maria Cancellieri.

Per l’ex convivente potrebbe scattare una denuncia per percosse e per stalking, sebbene per il secondo reato potrebbero non esserci i presupposti in quanto dopo che la donna ha allertato le forze dell’ordine l’uomo ha ben pensato di non farsi più vedere.

Tags: stalking
Commenti