Il Giappone fa sul serio e spegne 53 dei 54 impianti nucleari del paese

Diversi stress test sono in corso per verificare la sicurezza delle centrali nucleari giapponesi.

di Elena Arrisico 27 Marzo 2012 17:27

Dopo il disastro di Fukushima dell’11 marzo del 2011, la Tepco – gestore del sito nucleare distrutto dallo tsunami – ha iniziato dei controlli sulla sicurezza delle centrali nucleari presenti in Giappone.
Domenica notte, è stata spenta la sesta unità dell’impianto nucleare più grande al mondo, quello di Kashiwazaki-Kariwa. 53 dei 54 impianti nucleari del paese sono, quindi, attualmente spenti; resta in attività un unico reattore gestito dalla Hokkaido Electric’s, il numero tre della centrale di Tomari sull’isola di Hokkaido, il cui spegnimento è stato fissato per il prossimo maggio.

Gli stress test, ai quali alcune delle centrali nucleari giapponesi sono già state sottoposte, hanno raccolto il parere favorevole della NISA (l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare Governativa) e della NSC (Nuclear Safety Commission), ma non quello di buona parte dei giapponesi (il 60% è contrario al nucleare) e degli ambientalisti che considerano, ormai, l’atomo una fonte di energia vecchia e pericolosa e vedono il futuro nello sviluppo delle energie rinnovabili.
Il premier giapponese, Yoshihiko Noda, ha dichiarato che autorizzerà la riapertura degli impianti solo dopo l’approvazione da parte delle comunità locali che ospitano le centrali. Non si sa ancora, quindi, se e quando saranno riavviati gli impianti.
La Tepco, intanto, ha invitato la popolazione a ridurre i consumi durante i mesi caldi in arrivo, in modo da non dover affrontare black-out.

A maggio, il Giappone sarà dunque completamente libero dall’energia nucleare e – come il direttore esecutivo di Greenpeace Giappone, Junichi Sato, ha affermato – “l’impatto sulla vita quotidiana è impercettibile“. Ciò non toglie che occorrerà colmare il vuoto energetico che si verrà a creare, puntando sullo sviluppo delle energie rinnovabili e pulite, fotovoltaico in primis.
I dati dell’IEA (Internation Energy Agency) dicono che l’80% dei 435 impianti nucleari in funzione nel mondo ha più di due decenni di vita e che tali impianti difficilmente riusciranno a soddisfare le misure di sicurezza richieste.

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