Grillo: “Chi vuole un accordo col Pd non doveva votarci”

Il leader del M5S ha replicato a quanti vogliono che il Movimento arrivi ad un'intesa con i Democratici. Due deputati "grillini" contestati fuori Montecitorio.

di Luca Fiorucci 4 aprile 2013 2:35

Il leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo è intervenuto con un post sul suo blog per replicare a chi, nella base del Movimento, chiedeva un’intesa con il Pd: “Perchè hai votato il Movimento 5 Stelle? Per fare un governo con i vecchi partiti? Per votare in Parlamento i meno peggio? Se hai votato per il M5S per uno di questi motivi, allora hai sbagliato voto. Mi dispiace. La prossima volta vota per un partito” ha scritto Grillo. Nel post, il leader del M5S elenca alcune delle questioni cui il Movimento tiene di più, chiedendosi quindi: “Perchè hai votato M5S? Per non fare nessuna legge contro il conflitto di interessi? Per fare la Tav, la Gronda e gli inceneritori di Bersani? Per mantenere una televisione pubblica indecente e mantenuta dalle tasse degli italiani, controllata dai partiti e in perdita di 250 milioni di euro?”

Già dall’inizio delle consultazioni, sul blog di Grillo erano comparsi molti commenti di persone che chiedevano di arrivare ad un accordo con il Pd, ma per l’ex comico si tratterebbe di “troll”, ovverosia “guastatori” pagati per cercare di influenzare l’opinione pubblica. Fuori da Montecitorio, ieri, due deputati del M5S, Massimo Artini e Massimo De Rosa, sono stati inoltre avvicinati da un contestatore che ha gridato: “Fatelo questo governo. Votate la fiducia che il Paese sta affondando”. Si è formato un piccolo capannello di persone, poi sono arrivate anche le forze dell’ordine.

L’aula di Palazzo Madama ha invece respinto le dimissioni della senatrice “grillina” Giovanna Mangili, che, stando a quanto spiegato da lei stessa, voleva lasciare l’incarico per “motivi strettamente personali”, e anche per le accuse arrivate dai militanti del Movimento di una carriera poco limpida. Tutti gli altri partiti hanno ritenuto poco chiare le motivazioni addotte, e hanno ricordato che le dimissioni da senatore non sono un fatto solamente personale. La deputata del M5S Mara Mucci, intanto, ha affermato in un post che il “no” del Movimento a nomi di suo gradimento è al momento la linea prevalente, ma in futuro le decisioni potrebbero essere diverse, e si è detta convinta “che sia giunto il momento di fare un passo concreto verso una reale proposta di governo attraverso una serie di personalità a noi gradite.

Secondo l’agenzia Adn Kronos, sarebbero “oltre una quarantina” i parlamentari dell'”ala dialogante” del Movimento 5 Stelle, che riterrebbero la linea adottata finora “troppo intransigente”. Rimane intanto lo scontro sull’avvio delle commissioni permanenti, che vede però Sel schierarsi al fianco del M5S, mentre il Pdl, in segno di protesta contro la mancata formazione del governo, non vuole indicare i suoi componenti. Il Movimento vorrebbe inoltre presentare una mozione per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, sulla quale potrebbe incassare, anche qui, il sostegno di Sel.

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