Greenpeace stila una classifica delle aziende più verdi

Greenpeace stila una classifica delle aziende più verdi, ossia di chi nel ciclo produttivo ed economico ha saputo equilibrare la sua situazione in modo da far riscontrare il minore impatto ambientale possibile.

di Vincenzo Avagnale 10 Novembre 2011 11:04

L’associazione ambientalista e senza scopo di lucro Greenpeace ha voluto stilare una classifica delle aziende di importanza mondiale sull’impatto ambientale che queste hanno durante il loro processo di produzione: “Guide to Greener Elettronics”. Quella rilasciata a novembre è solo l’ultima di ormai oltre venti edizioni di questa statistica, che però include anche informazioni sulle aziende e su dove è possibile trovare i loro prodotti. L’iniziativa punta a sensibilizzare i consumatori ed a non acquistare i prodotti ottenuti distruggendo l’ambiente, privilegiando le aziende virtuose e quindi inducendo il mercato ad orientarsi verso scelte più sostenibili.

Dai risultati emergerebbe che le azienche ci si sono mostrate più sensibile alle tematiche ambientali, tramite: informazione, concreti interventi nella catena produttiva e filosofia di marketing, sarebbero (rispettivamente al primo ed al secondo posto) l’Hp e la Dell. Al terzo posto ci sarebbe invece il colosso finlandese Nokia, che l’anno scorso troneggiava questa classifica, ma che con l’introduzione degli smatphone ha visto ridurre significativamente gli introiti ed ha quindi dovuto anche ridurre l’investimento nella eco-compatibilità della sua produzione.

Migliore delle attese la performances della casa di Cupertino, che è riuscita a salire di cinque posizioni rispetto al 2010. Il “punto debole” della mela morsicata rimane però, sempre ecologicamente parlando, l’eccessivo consumo di energia. Questa risalita però conferma che la Apple ha preso molto seriamente le proprie promesse ai consumatori di voler lottare per un mondo tecnologicamente avanzato, ma anche più verde e sano.

La Sony chiude la sequenza delle 10 più meritevoli, insomma della top ten da prendere in esempio. Al 15° posto ci sarebbe la canadese Research InMotion, che sembrerebbe al momento quasi disinteressata all’adozione di processi più eco-compatibili.

In generale il risultato sembra aver soddisfatto Greenpeace, che, nonostante abbia segnalato delle “aziende canaglia” che fanno proprio l’opposto di quanto richiesto dalla sensibilità moderna verso l’ambiente, ha potuto ammettere che le maggiori aziende del pianeta fanno a gara per migliorare in questo settore e che rispetto agli anni 80′ il modo di comportarsi è cambiato completamente ed in meglio.

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