Governo cinese taglia fondi ai contadini per attrazione turistica

di Vincenzo Avagnale 27 Settembre 2011 12:49

Ancora una volta il governo cinese da seguito a decisioni da multinazionale senz’anima piuttosto che da nazione dallo sviluppo sostenibili. Ad essere calpestati questa volta sono i diritti dei contadini della contea di Xinhua, nella provincia dell’Hunan, i quali si sono visti negare i fondi stanziati per coprire i danni dei disastri ambientali per finanziare il progetto di un tempio, rimasto poi fermo per difficoltà burocratiche!

Il governo ha chiesto ai villaggi della piccola regione dell’Hunan di “donare” 14 milioni di yuan per terminare la costruzione di un tempio con funzioni turistiche entro l’anno, peccato che i villaggi della zona sono troppo poveri per versare una simile somma e gli amministratori locali, che sono stati minacciati di confisca dello stipendi in caso di mancato pagamento, hanno ben pensato eliminare questo fondo contro i disastri ambientali e l’irrigazione, che di fatto è vitale per la povera economia della zona.

L’inumana decisione del governo centrale è ancora più brutta alla luce del fatto che la costruzione del tempio è comunque bloccata a causa di problematiche burocratiche e non si sbloccherà prima del 2014, lasciando il sacrificio dei contadini inutile. I poveri agricoltori dal canto loro hanno coraggiosamente deciso di protestare, in Cina le pene per ciò possono arrivare alla detenzione in un campo di lavoro o addirittura alla pena di morte, ma Pechino li ha bellamente ignorati.

Questo è solo uno dei tanti sprechi di questa cina capitalizzata, che costruisce sontuosi, quanto inutili, palazzi e monumenti, mentre a pochi metri centinaia, a volte migliaia, di poverissimi cinesi muoiono di fame.

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