Costretta ad abortire al settimo mese, la foto shock sul web

La donna è stata costretta ad interrompere la gravidanza a causa della politica cinese di controllo sulle nascite.

di Simona Vitale 14 giugno 2012 11:35

Grande è lo sdegno e la polemica sorta negli internauti di tutto il mondo a causa di un’immagine scioccante che ha fatto il giro del web. Parliamo di una foto che ritrae una donna cinese costretta ad abortire al settimo mese di gravidanza, perché impossibilitata, non avendo sufficiente denaro, ad aggirare la legge cinese sulle nascite.

La donna ritratta nella foto si chiama Feng Jianmei e sarebbe stata costretta ad interrompere la gravidanza poiché non in possesso dei 40 mila yuan (circa 4.800 euro) necessari ad andare oltre la politica del “figlio unico” imposta da Pechino. La veridicità della foto che ritrae la donna distesa su di un letto accanto al corpo del feto imbrattato di sangue è stata assicurata da un parente.

Feng Jianmei e il feto insanguinato

Secondo la politica di controllo delle nascite imposta dal governo cinese, le famiglie che vivono in città di solito non possono avere più di un figlio, mentre quelle rurali possono anche decidere di avere due figli, ma solo nel caso in cui il primo nato sia di sesso femminile.

Le autorità di Zhenping, la località nella provincia settentrionale dello Shaanxi, dove il fatto sarebbe avvenuto, hanno respinto le accuse. Un’inchiesta è stata comunque aperta sulla vicenda, che ancora una volta dimostra l’arretratezza del regime cinese in materia di nascite e diritti umani.

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