“Gay curatevi”, Londra si ribella agli spot omofobi sui bus

Imperversano le polemiche. La sospensione della campagna è stata vista come censura dai gruppi più conservatori.

di Simona Vitale 14 aprile 2012 14:46

Ad infiammare la già calda lotta nella campagna elettorale per le elezioni comunali di Londra, si aggiunge ora la polemica tra pro-gay e anti-gay. Passeggiando, infatti, per le strade della capitale inglese sarà capitato a qualcuno di vedere sui celebri bus a due piani della city una scritta con le seguenti parole: “Not gay! Post gay, ex gay and proud. Get over it!”, tradotto letteralmente: “Non gay. Ex gay e fiero di esserlo”. Il Get over it starebbe invece ad indicare una sorta di incitamento a riprendersi da una sorta di malattia. Una specie di “curatevi”, dunque. E la polemica comincia ad imperversare.

Lo spot è stato ideato da Core Issue Trust, un’associazione cristiana che sostiene uomini e donne gay, decisi però a cambiare le loro abitudini sessuali. Sull’argomento è intervenuto prontamente l’attuale Primo cittadino di Londra Boris Johnson che ha dichiarato: “L’idea che l’omosessualità sia una malattia è chiaramente offensiva. Non ci sto a vedere poster del genere portati in giro per la città dai nostri bus”. Il danno però è stato già fatto. I poster infatti sono stati applicati a 5 linee di pullman che attraversano le zone più centrali e turistiche di Londra, come quelle di Oxford Street, della cattedrale di St. Paul, Trafalgar Square e Piccadilly Circus.

Immediata è arrivata la sospensione della campagna da parte del sindaco, ma sono arrivati per lui anche i primi guai, in quanto accusato di praticare la censura da parte di diversi gruppi conservatori. A dire la sua è intervenuto anche il candidato laburista alla poltrona di sindaco Ken Livingstone, che ha dichiarato: “La città, sotto la guida dei Tory, sta arretrando. Questi poster non avrebbero mai dovuto vedere la luce. Sono un insulto ai londinesi omosessuali e dannosi per chiunque creda che Londra sia grande proprio grazie alla sua tolleranza”.

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