Fortuna Loffredo, la testimone tredicenne: “L’ha uccisa Titò”

Una bambina di 13 anni, amica della vittima e della prima figlia di Marianna Fabozzi, ha rivelato che una sua amica le aveva confidato che era stato Raimondo Caputo a uccidere la piccola a Caivano.

di Luca Fiorucci 10 Giugno 2016 4:53

Una nuova testimone ha accusato Raimondo Caputo dell‘omicidio di Fortuna Loffredo, la bambina di soli sei anni morta la mattina del 24 giugno 2014, dopo essere stata scaraventata dal terrazzo dell’ottavo piano della palazzina isolato 3 del Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli, in seguito ad un tentativo di stupro. Si tratterebbe di una ragazzina di tredici anni, amica della vittima e della prima figlia di Marianna Fabozzi, compagna di Caputo, in carcere accusata di concorso in violenza sessuale assieme a questi verso una delle figlie e indagata anche per la morte del figlio, Antonio Giglio, morto il 27 aprile 2013, a quattro anni, dopo essere precipitato dalla finestra della casa dei nonni materni, al settimo piano del medesimo isolato 3 del Parco Verde di Caivano.

La tredicenne, sentita per l’incidente probatorio davanti al gip Alessandro Buccino, al procuratore aggiunto Domenico Airoma e al pm Claudia Maone, avrebbe infatti rivelato, secondo gli avvocati: “La mia amica, per due volte mi ha raccontato che era stato Titò a uccidere Fortuna. La seconda volta, mi ha anche detto che sua nonna non ne aveva fatto mistero davanti a molte persone che prendevano il fresco nel cortile dell’isolato 3″. Durante l’interrogatorio sarebbero stati fatti anche altri nomi, tra cui quello della madre della compagna di Caputo, ma la testimone non avrebbe riferito episodi rilevanti. L’uomo, stavolta, diversamente da quanto successo nel primo incidente probatorio dello scorso maggio, non ha fatto scena muta, ma ha replicato alle accuse mosse nei suoi confronti dicendo: “Non è vero niente, non sono stato io a uccidere Fortuna, ma sono state la mia compagna e la figlia”.

Caputo era già stato interrogato in mattinata, nel carcere partenopeo di Poggioreale, dov’è detenuto, in merito all’inchiesta sulla morte di Antonio Giglio, per la quale, pure, egli ha accusato la convivente Marianna Fabozzi. Il suo legale Paolino Bonavita ha commentato: “Ci sono troppi aspetti ancora da chiarire sull’omicidio di Fortuna dopo l’esame di oggi. Ho forti dubbi sulla credibilità di tutte le bimbe sentite dai magistrati. La testimone di oggi ha riferito di cose apprese da altre persone, in particolare dalla prima figlia della compagna di Caputo. senza dare alcun dettaglio”L’avvocato Salvatore Di Mezza, legale di Marianna Fabozzi, ha invece duramente ribattuto all’accusa dell’uomo, spiegando che questa “non ci tocca. Ci riserviamo però all’esito delle indagini di querelare per calunnia Caputo”.

Per Gennaro Razzino, legale di Domenica Guardato, madre della piccola Fortuna, Dopo quest’esame esiste una verità processuale, mentre le dichiarazioni di Caputo non sono credibili perché non sono circostanziate. Ci faccia conoscere i dettagli di quello che dice”. Con quest’ultimo incidente probatorio, l’impianto accusatorio inizia a farsi piuttosto consistente, pertanto sono state respinte le richieste della difesa come quelle della parte civile, dalla riesumazione della salma della piccola alle perizie neuropsichiatriche infantili delle tre bambine che accusano Caputo. La Procura, invece, per ora non ha escluso di accogliere la richiesta di acquisizione delle immagini satellitari, per capire se, con esse, si riesce a risalire a chi, la mattina del 24 giugno 2014, era sul solaio dell’isolato 3 delle palazzine popolari del parco Verde di Caivano. 

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