Foie gras: l’inferno si cela in una scatoletta di fegato grasso d’oca

Il foie gras è un piatto tipico francese che si ottiene tramite l'ingozzamento forzato delle oche con un tubo inserito nell'esofago. L'ENPA lancia l'allarme.

di Giorgia Martino 27 Dicembre 2012 12:25

Il foie gras è il nome francese di una pietanza tipica d’oltralpe la cui traduzione è ‘fegato grasso’. E purtroppo la traduzione rispecchia perfettamente ciò che è: si tratta di fegato di anatra o di oca che viene fatta ingrassare forzatamente tramite dei tubi inseriti nell’esofago di queste povere oche, costrette ad ingerire tantissimo cibo in poco tempo. Questo scempio viene effettuato due volte al giorno per 12 giorni, e avviene con pompe idrauliche o meccaniche.

Senza contare, poi, che le stesse condizioni di allevamento degli animali non sono accettabili.

Considerando che, più che di un prodotto tipico culinario, è principalmente un autentico strumento di tortura per le oche e le anatre, sono tante le associazioni animaliste mondiali che chiedono l’abolizione di questo metodo giustamente ritenuto indegno di civiltà.

Intanto, in California si ricorda che lo scorso I luglio è entrata in vigore una legge che proibisce la produzione e la commercializzazione di foie gras. Inutile dire che il CIFOG (Comitato Internazionale FOie Gras) deve sicuramente comincuare a sentire precaria la propria presenza nel mercato gastronomico.

Ma in Europa la legge cosa dice? Dal I Gennaio del 2011 in tutti gli allevamenti europei (fuorché quelli francesi) è entrato in vigore un regolamento che obbliga a dare maggiore spazio vitale alle oche destinate al foie gras.

Ricordiamo che l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) solo un mese fa, in occasione dell’avvicinarsi del Natale, si schierava contro questa pratica disumana, e ha lanciato la campagna ‘Abbi fegato’, per chiedere alle catene di grande distribuzione di rinunciare alla vendita di scatolette di foie gras nei banchi alimentari. Ricorda l’Enpa:

Ogni anno 30 milioni di animali, tra anatre e oche, vengono barbaramente ingozzati con un tubo metallico di 20 o 30 centimetri infilato in gola e spinto fino allo stomaco. Nel giro di pochi secondi vengono somministrate loro quantità enormi di mais per aumentare le dimensioni del fegato e sviluppare la steatosi epatica. E’ una pratica disumana e i tempi sono maturi perché l’Europa si muova e la metta definitivamente al bando. Infliggere sofferenze atroci ad altri esseri senzienti è incompatibile con il livello di civiltà di cui l’Unione Europea vuole farsi portatrice.

Intanto in Italia la Coop è stata la prima catena alimentare della grande distribuzione a eliminare questo prodotto dalla vendita. Ha affermato l’ufficio stampa della Coop:

Gli ordini sono stati sospesi ad ottobre e si andrà solo all’esaurimento delle scorte presenti nei magazzini. E’ una scelta in nome del benessere animale, in linea con la nostra politica che da tempo è orientata su queste tematiche come dimostrano le campagne “non testato sugli animali” per i cosmetici, la completa esclusione dai capi di abbigliamento in vendita di pellicce naturali e la scelta di vendere solo uova provenienti da galline allevate a terra.

Citando ancora l’ENPA, si segnala la campagna virale che invita a condividere nei vari social network la pagina informativa sulle torture che sono celate dietro una scatoletta di foie gras.

Oche legate e costrette a ingurgitare tanto cibo inserito nell’esofago per ingrossare in modo abnorme il loro fegato.

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