Elezioni, Renzi, Grillo e Berlusconi in piazza

I leader di Pd, M5S e Fi hanno tenuto gli ultimi comizi della campagna elettorale. Renzi: "Vinciamo noi", Grillo: "Saremo cattivissimi ma senza violenza".

di Luca Fiorucci 23 Maggio 2014 8:44

I leader dei tre principali partiti sono scesi in piazza ieri sera per gli ultimi comizi prima della chiusura della campagna elettorale: il premier e segretario del Pd Matteo Renzi ha parlato a Piazza del Popolo a Roma, il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo era a Milano in piazza Duomo, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha tenuto una manifestazione al palazzo dei Congressi dell’Eur di Roma. Renzi ha prima cercato di “caricare” i suoi, dicendo: “Stanno discutendo di elezioni europee solo per capire di chi vincerà. Il problema è risolto perchè le elezioni le vinceremo noi“, e ha esortato i militanti del Pd a cercare di convincere anche gli scontenti, aggiungendo: “basta con la puzza sotto il naso: noi i voti di destra vogliamo prenderli e portarli con noi”.

Il premier ha quindi attaccato duramente Grillo: “Grillo a Firenze ha citato Berlinguer. Giù le mani da nomi che non appartengono a chi non ha neanche la titolarità di pronunciarli. Non si mette nella stessa frase “Io sono oltre Hitler” e poi Berlinguer. Sciacquatevi la bocca”. Renzi, pur dicendosi ottimista sul risultato delle elezioni, ha assicurato che lui comunque andrà avanti, e lascierà solo se gli “impediscono di fare le riforme”. In Piazza del Popolo, ieri, vi è stata anche una piccola contestazione di un gruppo di persone appartenenti ai movimenti per la casa, che hanno cercato di srotolare uno striscione, e vi sono stati spintoni e momenti di tensione con le forze dell’ordine. Alla fine, la Digos ha fermato oltre quaranta persone, e per terra è stato trovato un pugnale con una lama di diversi centimetri.

Anche Grillo, da piazza del Duomo a Milano, ha cercato di galvanizzare i suoi, dicendo: “Siamo milioni, è finita per gli altri. Saremo cattivissimi, ma senza violenza”. Poi, l’attacco al premier e a tutte le altre forze politiche: “E’ in corso una rivoluzione che manderà tutti a casa: l’ebetino sparirà e spariranno tutti perchè non sono niente, sono solo persone mediocri”. L’ex comico ha ripreso anche il paragone con Berlinguer, dicendo: Il sogno di Berlinguer sta continuando con noi, e ha poi sostenuto: Papa Francesco ci ha copiato il programma, dovrebbe venire con noi sul palco”.

Sul palco di Milano è salito anche il cofondatore del Movimento Gianroberto Casaleggio, e il premio Nobel Dario Fo, che ha attaccato i politici che “in ogni momento si fanno beccare con le mani nel sacco come i ladroni”. Al comizio dell’Eur, anche Berlusconi ha attaccato l’esecutivo, affermando: E’ un governo largamente inadeguato e quando qualcuno lo ha definito di dilettanti allo sbaraglio ho convenuto“. Per l’ex premier, qualora domenica il Movimento 5 Stelle ottenesse più voti, le urne sarebbero “più vicine”, ma i grillini “in Europa finirebbero per strillare a vuoto come fanno in Italia”. Berlusconi ha poi rilanciato gli obiettivi qualora Forza Italia torni al governo. Aumento delle pensioni minime” e “abolizione dell’Imu”.

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