Costa Concordia, ecco le telefonate inedite di Schettino

Al telefono il marittimo avvisa la Capitaneria di porto di Roma subito dopo l'impatto con lo scoglio.

di Alessandro Mannocchi 11 Maggio 2012 16:53

A quasi 4 mesi dal disastro della Costa Concordia, spuntano alcune intercettazioni telefoniche del comandante Francesco Schettino, al momento unico responsabile della sciagura.

“Eravamo al Giglio, ho sentito un colpo improvviso: bum”. Ecco le parole di Schettino a colloquio con la Capitaneria di porto di Roma durante la notte della tragedia. L’ammiraglio racconta ogni minimo dettaglio. “Eravamo a 0.18, 0.2 dal Giglio. Ci stava acqua. Improvvisamente ho sentito un colpo. Adesso ho fatto scaricare il Vdr, ho detto al comandante in seconda di fare il download del Vdr, adesso vediamo le cause. Io sono stato sul ponte”.

Successivamente Schettino spiega cosa sia accaduto subito dopo l’impatto con lo scoglio. “Le lance stanno tutte sul lato sinistro. Ho fatto venire i passeggeri dal lato sinistro, sul lato di dritto della nave praticamente. E’ successo che di colpo la nave si è inclinata, i vetri si sono rotti perché ho sentito lo scoppio e praticamente aprendo i cancelletti di imbarco, quelli del ponte 3 che stavano ormai a fior d’acqua, abbiamo mandato a terra le lance facendo servizio tenda e spola, fra la terra e la nave”.

Il comandante parla anche di come si sono svolte le operazioni di soccorso. “Un ufficiale mi ha detto che c’erano altre 200 persone, hanno fatto una corda umana perché la nave sbandava sempre. Li abbiamo fatti venire sul lato dritto della nave. Io nel frattempo mi sono trovato con la nave praticamente addosso, perché la nave è alta 50 metri, allora mi sono trovato col ponte lance praticamente immerso di acqua e con i lanci delle gru che si stavano praticamente schiacciando e non riuscivano a uscire”.

Ricordiamo che in quella notte morirono 32 persone salite a bordo della nave Costa Concordia per trovare relax e divertimento. Doveva essere una crociera da sogno, che purtroppo si è trasformata in un vero e proprio incubo.

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