Casapound non usi il nome di mio padre, parla la figlia del poeta

La figlia del poeta avvia un procedimento legale, affinché Casapound non continui ad usare impropriamente il nome del padre Ezra.

di Daniela Caruso 27 Dicembre 2011 13:27

La figlia di Ezra Pound fa causa a Casapound, gruppo di estrema destra, del quale, in questi giorni, si è parlato molto in seguito alla sparatoria di Firenze, dove sono stati uccisi due venditori ambulanti senegalesi. Anche se il movimento ha preso le distanze da Gianluca Casseri, responsabile della morte dei ragazzi di colore, Mary de Rachewiltz, 86 anni, figlia del poeta, non vuole che il nome del padre venga usato per le finalità del gruppo. Per tale motivo, l’anziana donna ha avviato un procedimento legale per uso improprio del nome del celebre padre.

L’attentato a Firenze, città nella quale la donna ha studiato, è stata per lei “la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un’organizzazione compressa politicamente come questa non ha nessun diritto di usare il nome di Pound“. Queste le parole della donna. A lanciare la notizia, che sicuramente si trascinerà in questi giorni, è stato il quotidiano britannico The Indipendent. 

La querelle tra Casapound e la de Rachewiltz è iniziata due anni fa, quando il gruppo di estrema destra iniziò ad avere attenzione mediatica e adesioni, al di là dei confini romani. In un’intervista al Corriere della Sera il 1 aprile 2010, la donna, infatti, dichiarò che Casapound rappresentava

un altro modo di mettere Pound in una gabbia, com’era quella del Disciplinary Training Center di Pisa dove fu segregato, la Guantanamo del 1945. Un danno enorme, perché nasce da una distorsione del significato del suo lavoro e rischia di comprometterne ancora un pieno riconoscimento critico. Un abuso, perchè così lo si relega in una dimensione ambigua che va oltre il reazionario, verso una cifra regressiva. E perché lo si indica, a ragazzi dalle menti confuse, come un profeta tanto più affascinante in quanto pericoloso e proibito.

Il poeta Pound ha avuto un ruolo particolare nella storia del ‘900 e nella poesia di quel periodo. Ezra decise di trasferirsi in Italia, agli inizi del secolo e iniziò ad avvicinarsi al fascismo e alla figura di Benito Mussolini, tanto da difenderlo in radio, durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli americani si misero sulle sue tracce, lo catturarono e lo internarono in un ospedale criminale di Washington, in quanto considerato un soggetto malato mentalmente e, per questo, da sottoporre a cure psichiatriche.

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