Firenze: polemiche e prime indiscrezioni sulla strage dei senegalesi

Cominciano a filtrare le prime indiscrezioni sull'accaduto , oltre alla per nulla remota possibilità che il killer sia stato aiutato nella strage, si presume che la furia del Casseri era pronta per un terzo raid non andato a compimento solo per l'intervento degli agenti.

di Massimiliano Dramis 15 Dicembre 2011 15:44

Firenze è ancora sconvolta, una città a lutto dopo l’agguato di martedì quando il killer Gianluca Casseri ha ucciso due senegalesi e ne ha feriti altri due prima di togliersi la vita in un garage. Ieri a Palazzo Vecchio si è tenuto un consiglio comunale straordinario a cui hanno partecipato più di 500 persone. In apertura del consiglio, ha preso la parola il sindaco di Firenze Matteo Renzi: “Siamo qui per confermare a tutti che siamo una comunità“. Oltre al sindaco è intervenuto anche il portavoce della comunità senegalese, che oltre ad invitare tutti ad abbassare la tensione sociale, ha chiesto di chiudere tutti i Casapound d’Italia.

Intanto, dopo la diffusione delle immagini dei momenti immediatamente successivi al suicidio del killer xenofobo, cominciano ad emergere i primi particolari. Gli inquirenti stanno cercando di capire se l’assassino avrebbe potuto avere dei complici: “Si sta verificando l’ipotesi della presenza di eventuali concorrenti negli omicidi e nei tentati omicidi, non solo sotto il profilo materiale ma anche in forma di concorso morale“, ha spiegato Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo di Firenze. Al momento, ci sono solo due certezze: la tragedia potrebbe essere legata a un’azione xenofoba e premeditata. Difatti, il killer era in possesso di ben 33 proiettili: ciò fa presupporre che la strage si sia fermata, evitando al killer di portare a termine la sua missione. Altro elemento sul quale stanno indagando gli inquirenti si concentra sulla casa di Casseri, la quale è stata trovata completamente vuota: ritrovati solo libri, in prevalenza fumetti di cui era un grande appassionato, ma nessun computer, cosa che insospettisce non poco gli inquirenti visto che l’assassino ha più volte lasciato traccia dei suoi intendimenti xenofobi sul Web.

Si presume che addirittura non ne era in possesso e che era solito usare quello del fratello Giancarlo nel quale, appunto, sono stati evidenziati elementi che lasciano presupporre la possibilità di un terzo raid. Intanto, dai verbali risultano almeno 20 minuti di vuoto, ovvero del tempo che è intercorso dal momento in cui l’assassino è arrivato al mercato di San Lorenzo, per poi decidere i suoi obiettivi e il momento del suicidio nel garage. Sabato, intanto, fa sapere sempre il portavoce della comunità senegalese, è prevista una manifestazione di protesta e di sensibilizzazione all’integrazione e di controllo di atti razzisti.

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