Carneficina in Nigeria, 48 giovani rastrellati e uccisi dall’esercito

Le forze armate hanno attaccato 4 quartieri nella città di Maidouguri, considerata roccaforte del gruppo islamico Boko Haram.

di Simona Vitale 2 Novembre 2012 16:15

Sono quarantotto i ragazzi che sono stati uccisi oggi dalle forze armate nigeriane nella città di Maidouguri, nel nord-est del Paese, nel corso di un’operazione che è stata eseguita in quattro quartieri considerati vera e propria roccaforte del gruppo terroristico  islamico Boko Haram, il gruppo radicale che si è reso autore di numerosi attentati ai danni di diverse Chiese cristiane del Paese.

A raccontare la tragedia sono stati gli abitanti delle località colpite dall’attacco. Diversi testimoni hanno riferito di aver visto arrivare un gran numero di soldati. “Ci hanno chiesto di uscire” ha raccontato un residente del quartiere Kalari. Ne è seguito poi un vero e proprio rastrellamento: “Hanno separato i giovani dai vecchi e poi si sono sentiti degli spari”. Fonti ospedaliere locale hanno riferito dell’“arrivo di 48 cadaveri, uccisi dai militari”, che presentavano fresche ed evidenti ferite da arma da fuoco.

L‘imam Malam Aji Mustapha ha confermato il numero delle vittime ed ha aggiunto di aver visto anche “quattro dei miei figli che venivano uccisi davanti ai miei occhi. Solo nella mia strada, sono stati uccisi 11 ragazzi: nessuno ci ha fornito una spiegazione“, denunciando così la terribile tragedia. Secondo il suo racconto, i soldati avrebbero fatto irruzione dopo la preghiera della mattina, portando sia lui e i suoi figli in un campo presso il quale già decine di persone era state radunate. I militari dell’esercito avrebbero poi ordinato loro di stendersi a terra, procedendo alla loro identificazione e portando poi via alcune delle persone identificate. Da lì, si sono uditi i primi colpi di arma da fuoco. Amnesty International già nei giorni scorsi ha pubblicato un rapporto in cui denuncia le gravi violazioni dei diritti umani commesse dai militari. Un portavoce militare di Maiduguri ha dichiarato di non essere affatto al corrente della vicenda, assicurando l’avvio di un’indagine.

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