Cannabis usata contro il dolore anche in Campania

L'uso della cannabis a scopo terapeutico diventa realtà anche in Italia, grazie ai benefici che questa sostanza ha su alcune malattie gravi e dolorose.

di Elena Arrisico 5 Maggio 2012 13:54

Il Sindacato dei Medici di Famiglia ha proposto anche per la Campania – così come per la Toscana – l’uso della cannabis nella terapia del dolore. La Regione Toscana ha, infatti, acconsentito alla somministrazione della sostanza stupefacente per i malati terminali, diventando la prima regione in Italia ad avere una legge che ne permette l’uso a scopo terapeutico per malattie gravi o molto dolorose per il paziente. L’idea è quella di fare assumere la sostanza stupefacente anche attraverso una semplice tisana.

Giuseppe Tortora e Saverio Annunziata – dirigenti nazionali del Sindacato Sunai-Medicina Generale – spiegano: “La recente disposizione della Regione Toscana, che permette l’utilizzo della cannabis nella terapia del dolore, ha aperto una profonda discussione tra i medici napoletani. L’uso di cannabinoidi nella terapia del dolore, soprattutto per i pazienti terminali, può rappresentare un ulteriore strumento a disposizione dell’armamentario del medico. Il dolore rappresenta il momento più critico della malattia e pertanto l’azione dei medici deve essere quanto più mirata possibile. Ci sono voci contrastanti sull’effettiva efficacia dei cannabinoidi, alcuni studi in Gran Bretagna ed in Canada hanno dimostrato una sicura azione lenitiva. Abbiamo chiesto al senatore Raffaele Calabrò, delegato della sanità campana, l’apertura di un tavolo che veda coinvolti medici, farmacisti, associazioni dei malati per verificare se anche nella nostra regione si possa attuare la stessa delibera adottata in Toscana“.

Il provvedimento per la Toscana è stato approvato ieri con il voto contrario del PDL – ad eccezione di Marco Taradash, consigliere che che ha votato a favore – dell’UDC e con l’astensione della Lega Nord. Il trattamento – che avverrà presso tutte le strutture ospedaliere – potrà anche essere continuato a domicilio, dopo la dimissione del paziente.

Quella che è una novità per l’Italia, non lo è per il resto del mondo dove la cannabis si utilizza già da tempo. In California, ad esempio, esiste una pubblicità che ne spiega gli effetti positivi su alcune malattie e a Vancouver, in Canada, si è tenuto da poco un raduno a favore della somministrazione di cannabis terapeutica.

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