La Camera approva la legge sull’omofobia. Si del Pd, Pdl contrario

Il testo ora passa in seconda lettura al Senato. Maggioranza spaccata, polemiche tra M5S e Pd. I grillini hanno protestato baciandosi in aula.

di Luca Fiorucci 20 settembre 2013 10:16
Prima parata gay in Albania a maggio

La Camera ha approvato ieri la legge sull’omofobia, ma non ha retto l’accordo a lungo cercato nella maggioranza, tra Pd, che ha votato a favore insieme a M5S, Scelta Civica e Sel, e Pdl, che ha votato contro, salvo qualche sì a titolo individuale. Alla fine i si sono stati 228, i no, 57, le astensioni 108. Il testo ora passa al Senato in seconda lettura. A spaccare la maggioranza è stato soprattutto l‘emendamento, a firma Walter Verini del Pd, che estende ai reati fondati sull‘omofobia o sulla transfobia le aggravanti previste dalla legge Mancino, che possono portare ad un aumento della pena fino alla metà. Il Pdl ha avvertito che “la legge sull’omofobia non potrà essere approvata così come è dal Senato”.

Poco prima, era stata approvata, malgrado il voto contrario di Pdl, M5S e Sel, la prima parte dell’emendamento, che stabilisce che “non costituiscono discriminazione, nè istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purchè non istighino all’odio o alla violenza, nè le condotte conformi al diritto vigente”. In seguito, è passato anche un altro emendamento, della deputata del Pd Michela Marzano, che prevede un monitoraggio statistico sulla discriminazione e la violenza “di matrice xenofoba, antisemita, omofobica e transfobica“. Il Pdl ha votato contro, salvo alcuni deputati che hanno votato a favore.

Ma a suscitare polemiche, e ad aprire una spaccatura tra democratici e grillini- che pure a inizio seduta avevano dichiarato “sostegno incondizionato al Pd” è stato invece un subemendamento, presentato da Gregorio Gitti di Scelta Civica e votato anche dal Pd per avere l’ok sulla legge, che esclude dalla sua’applicazione le opinioni espresse all’interno di organizzazioni di natura politica, sociale o religiosa”. L’emendamento è passato anche con il voto favorevole del relatore Ivan Scalfarotto del Pd, e con i voti contrari di Sel e Movimento 5 Stelle.Scalfarotto, che in precedenza aveva dichiarato la sua omosessualità in aula, si è così attirato gli attacchi dei grillini. Il deputato Andrea Colletti lo ha accusato: “L’ipocrisia dell’onorevole Scalfarotto è palese. Espone la propria omosessualità come un feticcio, a meri fini politici e propagandistici”.

Il leader di Sel Nichi Vendola ha parlato invece di un comportamento ipocrita da parte del Pd. Per il M5S, infatti, la norma finirebbe con il “discriminare i lavoratori omosessuali“, mentre secondo Sel si tratta di un “salvacondotto” per associazioni e partiti omofobi o razzisti. Contro l’emendamento i era espressa anche l‘Arcigay, giudicandolo “irricevibile” perchè “definisce persone, ruoli e luoghi di immunità rispetto a quella norma”. A fine seduta, i deputati grillini, che aveva in precedenza annunciato la loro astensione sul disegno di legge, hanno protestato baciandosi in aula, contro chi, hanno spiegato, vuole “immolare i diritti sull’altare dell’inciucio”. Sono stati esposti anche dei cartelli con la scritta “più diritti”, che il presidente di turno Roberto Giachetti ha fatto ritirare.

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti