Nuova legge in California: vietate le pellicce. E da noi?

di Vincenzo Avagnale 29 Settembre 2011 20:18

La notizia sta richiamando un clamore sorprendente in tutti gli angoli del globo, in California è quasi varata una legge che prevede il divieto di vendita di pellicce e di qualsiasi vello di origine animale!

La legge, di chiara ispirazione animalista, aveva trovato molti sostenitori e dopotutto era il passo successivo dopo che, a San Francisco, è stata vietata la vendita di animali domestici. Le pellicce sono sempre state oggetto di contesa fra i grandi marchi di moda (e quindi i commercianti) e gli animalisti, che hanno sempre sostenuto che per ricavare vestiti o accessori firmati si provocava una sofferenza inaudita agli animali.

In effetti le condizioni degli animali da pelliccia sono sempre state da lager, con crudeltà inimmaginabili verso un essere vivente, compiute per rendere ottimale la qualità del prodotto, ma senza il minimo scrupolo per la sorte dell’animale. Ad aggravare ancora di più questo trattamento, secondo gli ambientalisti, è il fatto che le pellicce non siano “indispensabili” e quindi tutta questa brutalità sia finalizzata a soddisfare un’esigenza tutto sommato secondaria, “un vezzo che tortura ed uccide troppi animali innocenti” aveva detto Elisabetta Canalis, l’ex velina ormai trasferitasi in America, dove ha recentemente fatto un calendario per i diritti degli animali.

Com’era prevedibile le associazioni dei commercianti sono insorte contro questa nuova legge, che a loro dire provocherà un danno enorme per un settore fra i più ricchi nel mondo dell’abbigliamento e della moda e che, in fin dei conti, penalizzerebbe soltanto lo stato della California, che rimarrebbe comunque isolato nella sua crociata. Sacrificio necessario rispondono gli animalisti, inoltre se nessuno cominciasse a dare l’esempio nessuno farebbe mai il primo passo verso quello che viene definito “un salto di qualità verso una maggiore civiltà dell’uomo nei confronti degli altri esseri viventi”.

Ad Hollywood la legge è stata votata da ben 120 sostenitori, ma prima di diventare operativa nel 2012 dovrà passare per una seconda lettura. In Italia questo genere di norme non sono neanche in programma, sebbene siano passate negli ultimi anni importanti leggi contro l’abbandono degli animali domestici e perfino contro l’ingiustificata tortura di qualsiasi animale; tuttavia sarebbe molto difficile fare questa proposta, infatti una fetta importante dell’economia made in Italy è rappresentata dalle case di moda. Queste non si farebbero scrupoli, come stanno tentando di fare anche quelle in California, a minacciare di abbandonare il Bel Paese se norme del genere venissero approvate; tuttavia le associazioni animaliste stanno raccogliendo firme per proporre un decreto che vieti la produzione, l’esportazione e l’importazione di pellicce e riconosca tali atti come reati penalmente perseguibili anche nel nostro paese. 

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