Brindisi, parla l’uomo sospettato: “Un incubo”

L'esperto di elettronica dice di essere un uomo onesto ed esige di non essere più perseguitato dai mass media.

di Alessandro Mannocchi 22 maggio 2012 16:22

Per ore è stato l’indiziato numero uno per l’attentato che sabato scorso ha ucciso una Melissa Bassi, studentessa sedicenne frequentante l’Istituto Morvillo-Falcone di Brindisi. Poi l’uomo, interrogato dai magistrati, è stato rilasciato ed è tornato a casa.

“E’ stato un incubo, ma sono un uomo onesto, non c’entro niente con la bomba, pero’ per fortuna l’hanno capito che sono un onesto”. Queste le parole dell’uomo rilasciate a lastampa.it e a ilmattino.it. “L’unica cosa che voglio e’ essere lasciato in pace. Sono sempre stato tranquillo perche’ ho la coscienza in pace”. Alla domanda sul trattamento ricevuto in questura, l’uomo risponde con poche parole: “”Beh insomma, bene…” Non è più loquace sulla perquisizione subìta in casa: “”A casa c’e’ stato un po’ di trambusto…”, e sulla figlia di 3 anni portata con sè: “Non potevo lasciarla sola, è stata un po’ distratta”.

Per quanto riguarda la ricostruzione della mattinata di sabato, il cinquantenne sostiene che al momento dell’attentato si trovava a casa, distante 300 metri dal luogo della tragedia. Avvertito chiaramente il boato, dice di essere uscito verso le 11. “Ho pensato a qualcosa di grave, il botto era molto forte”. A chi gli fa notare che è un grande esperto di ellettronica, l’uomo risponde seccamente: “Me la cavo…”.

A questo punto l’uomo dice: “Esigo che io non venga più seguito” dai mass media, e aggiunge di non avere paura della gente e della reazione della comunità: “La gente si renderà conto della verità. Lasciatemi in pace perché non ho nulla a che vedere con questa storia, questo è palese…”.

Intanto restano stazionarie le condizioni delle cinque ragazze rimaste ferite nell’attentato e ricoverate quattro a Brindisi e una, Veronica Capodieci, la piu’ grave di tutte, al ‘Vito Fazzi’ di Lecce. Veronica e’ ricoverata in rianimazione e la prognosi rimane riservata. Veronica e’ cosciente, ha respiro autonomo e anche stamattina ha potuto scambiare qualche parola con il padre. Delle ragazze ricoverate a Brindisi, tre sono state sottoposte oggi a piccoli interventi chirurgici.

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