Benzina, come risparmiare senza gli sconti estivi

Insieme alle pompe bianche e a quelle no logo, nascono anche le prime stazioni di servizio gestite dai Comuni in cui si può risparmiare tra i 5 e 12 centesimi.

di Simona Vitale 3 Settembre 2012 16:06

Dopo gli ultimi sconti del fine settimana scorso e che avevano offerto agli automobilisti un risparmio fino a 21 centesimi per litro, i prezzi della benzina sembrano oggi tornare ad un’amara normalità.  Oggi, in media, la benzina si attesta su 1,92 euro per litro. Si registrano punte superiori ai  2 euro in Liguria e Toscana, a causa del complicato meccanismo delle addizionali regionali. Il prezzo del gasolio si attesta oggi su 1,81 euro per litro. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i prezzi sono cresciuti di 32-33 centimetri.

In questo contesto, non sembra per nulla stupire il diffondersi delle cosiddette pompe bianche, ovvero quelle stazioni di servizio indipendenti dalle compagnie petrolifere più note come Eni, Esso, IP, Q8, Shell, Tamoil e Total-Erg, e nelle quali è possibile risparmiare tra i 5 e i 12 centesimi al litro. Sul totale delle 25 mila stazioni di servizio italiane, l’anno scorso le pompe bianche rappresentavano il 7% del totale, quest’anno con il decreto liberalizzazioni la loro percentuale sembra destinata a salire fino al 15%.

Il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti avverte peò che non tutte sono davvero convenienti. La maggior parte di loro appartiene infatti a delle piccole catene, come Mirina, Beyfin, Ies, Energia Siciliana, che non hanno interesse a proporre sconti esageratissimi. Discorso a parte, invece, sembrano meritare le pompe “no logo”, tra le quali figurano anche quelle della grande distribuzione di marchio Carrefour, Conad e Auchan e che offrono prezzi convenienti. Sono circa 400 in Italia.

Secondo quanto asserito da Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli: 

Pompe bianche sono quelle di tutti gli operatori indipendenti che non espongono il marchio della compagnia petrolifera. Operatori liberi di comprare i carburanti da chi vogliono e di vendere senza dover applicare prezzi imposti. Ma al di là di questa distinzione, il problema dei distributori in Italia è che, in proporzione, sono troppi rispetto agli altri Paesi. I volumi di carburante sono inferiori anche della metà, ma i costi fissi sono identici. E non dimentichiamo che in Italia accise e Iva pesano per il 60% del prezzo. Ciò significa che, a parità di prezzo, il margine degli operatori è minimo: parliamo di 15 centesimi/litro al lordo di sconti e promozioni. Quanto si può tagliare ancora?

Nascono, poi, anche le prime pompe bianche gestite dai Comuni. Le troviamo a Pollica (in provincia di Salerno), a Cortino (Teramo) e Pizzoferrato (Chieti). In questi casi il municipio compra il carburante e lo vende al dettaglio con il ricarico che basta a coprire i costi di gestione.

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