Becchi: “Qualcuno potrebbe prendere i fucili”. Grillo lo scarica

Il professore, considerato vicino al M5S, aveva detto: "Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci". L'ex comico: "Non ci rappresenta".

di Luca Fiorucci 3 maggio 2013 1:54

E’ polemica per le dichiarazioni rese giovedì, alla trasmissione “La Zanzara”, da Paolo Becchi, professore dell’Università di Genova considerato vicino al Movimento 5 Stelle, che, commentando la nomina di Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia, a ministro dell’Economia, ha affermato:

Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia. La situazione se non migliora peggiora e non so quanto la gente possa resistere, non so quanto il Movimento possa frenare la violenza della gente, che è nella natura delle cose. Letta che va dalla Merkel è un segnale chiaro. Unica cosa fondamentale è l’Europa e la Bce. Siamo governati ancora dalla Merkel con le banche e i banchieri come l’attuale ministro dell’Economia”.

Riguardo alla rielezione di Napolitano, Becchi ha invece commentato: “Neanche in Venezuela. Se poi le commissioni di garanzia non vengono date al Movimento si può parlare di golpettino istituzionale. Non è follia pensare che uno possa prendere armi. Quando la situazione diventa esplosiva nella storia abbiamo avuto esempi di questo genere“. Già in mattinata, il professore aveva fatto affermazioni destinate a non passare sotto silenzio riguardo alla sparatoria avvenuta domenica davanti a Palazzo Chigi:Questo “attentato” è stato utile ad un certo tipo di azione politica: dare al governo Letta una maggioranza solida. E cercando di far passare per scontata anche la ricomposizione, almeno sulla carta, del Pd“.

Deputati e senatori del Movimento 5 Stelle hanno subito preso le distanze dal docente genovese, in una nota congiunta dove hanno anche ribadito che ” il professor Becchi non è ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto“. Lo stesso Grillo, poi, ha “sconfessato” il professore, scrivendo su twitter: Becchi non rappresenta il Movimento 5 Stelle e rimandando alla nota dei parlamentari. Becchi, poi, ha precisato: “Stavo scherzando, non sono ideologo di un movimento che per sua natura è anti-ideologico. Ho sempre parlato a titolo personale. Non sono nemmeno attivista del Movimento, l’ho votato ma mai ho avuto la volontà di parlare per il Movimento 5 Stelle o come ne fossi rappresentante, non lo sono mai stato“.

In seguito, ha scritto su Twitter: “Mi dispiace dal profondo del cuore di aver danneggiato il M5S. Sono caduto nella trappola che io stesso avevo previsto. Tolgo il disturbo“. Intervenendo alla trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, il professore ha poi ribadito di essere stato frainteso e che si trattava di uno scherzo. Intanto, però, le sue affermazioni avevano già scatenato le reazioni anche degli altri partiti. Ettore Rosato, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, ha commentato: “Siamo alla follia. Dicano qualcosa i dirigenti e il leader di quel movimento”. Per Maurizio Gasparri, del Pdl,Le parole di Becchi, definito da molti ideologo dei Cinque Stelle, sono gravi e sconcertanti“.

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