Aumenta la crisi nei Pronto Soccorso romani

E' sempre maggiore l'affollamento nei Pronto Soccorso della capitale, dove talvolta mancano i posti letto, anche a causa della recente epidemia influenzale.

di Luca Fiorucci 17 Febbraio 2015 19:24

Il nostro servizio sanitario è stato sempre motivo di vanto e segnalato tra i migliori in Europa, benché la spesa per la sanità’, che rappresenta il 7,3% del PIL italiano, sia più bassa rispetto alla maggior parte degli altri paesi Europei nostri concorrenti. Eppure anche quest’anno assistiamo ad un eccessivo affollamento dei Pronto Soccorso, in particolare a Roma, con pazienti costretti a sostare in barella per più giorni in attesa di un posto letto per ricovero che non si trova nei reparti degli ospedali. La causa non può essere fatta risalire soltanto alla recente epidemia influenzale, aggravata quest’anno da una insufficiente diffusione della vaccinazione per i problemi insorti nel passato autunno. Infatti già da alcuni anni si sono manifestati difetti gravi nel rispondere alla domanda crescente di salute, anche al di fuori dei periodi più critici come quelli invernali. I motivi della crisi, cioè dello squilibrio che si è’ creato tra domanda ed offerta sanitaria, sono diversi.

Per quanto riguarda l’offerta, il limite di 3 posti letto per pazienti acuti ogni 1000 abitanti, stabilito come standard da raggiungere in questi anni ( precedentemente si superavano i 4 su 1000), e che ha portato alla chiusura di alcuni ospedali o al loro ridimensionamento, si rileva ora insufficiente, perché ha sottovalutato la domanda. Dobbiamo infatti considerare che l’invecchiamento della popolazione è stato particolarmente accentuato negli ultimi anni. L’ Italia ha una età media elevata, grazie proprio ai progressi della medicina, fattore certamente positivo, ma che genera una richiesta di salute sempre crescente. Cioè più si allunga l’aspettativa di vita (82 anni in media, 79 per gli uomini ed oltre 84 per le donne, seconda nel mondo solo al Giappone) più naturalmente aumenta il numero di anziani bisognosi di cure.

A questo si aggiungono gli effetti della crisi che ci colpiti dal 2009 con il conseguente blocco delle assunzioni di personale sanitario, diminuito considerevolmente negli ultimi 7/ 8 anni.
Ci sono poi altri fattori di cui tener conto: la complessità sempre maggiore delle metodiche sanitarie e la cosiddetta medicina difensiva, che porta i medici a chiedere esami non sempre necessari, nel timore di trascurare anche ipotesi diagnostiche improbabili (questo causa nel nostro paese una maggiore ed inutile spesa sanitaria stimata in oltre 10 miliardi).
Quindi il sovraffollamento dei pronto soccorso che si verifica in questi giorni ha in realta’ cause lontane e non sembra facilmente superabile, non potendo diminuire la domanda di salute.

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