Vino, imbottigliate 6 milioni di bottiglie di Novello

Il vino è sempre stato molto ricercato dagli italiani, mentre il vino italiano è ricercatissimo all'estero. Quest'anno però la produzione è stata minore sua per problemi pratici sia per un calo dei consumi.

di Vincenzo Avagnale 30 Ottobre 2011 10:30

Vino Novello: un sapore di primo autunno, anticipo di caratteri e colori di una nuova vendemmia. C’è un che di poetico in questo vino che è praticamente sempre esistito nella sua concezione moderna, ma ha sempre avuto solo dei piccoli cantucci fra vini più forti e decisi, ma che magari nel corso degli anni sono stadi dimenticati e perduti.

Ai tempi di Columella questo vino si chiamava “doliore“. Gli imperatori romani Tiberio e Caligola indicarono nel “Gauranum” il primo vino soffice, alquanto leggero, sottile e non molto ricco di alcol. Segno che il vino novello era dopotutto per veri intenditori, sebbene la maggior parte preferisse quelli più invecchiati e decisi.

Quest’ultima tendenza si è conservata nel medio evo, dove non c’è traccia di questo vino, mentre nel 1700 e 1800 ricompare timidamente sulla scena di alcune cantine parigine, ma all’ora il vino si prendeva in fischi e si imbottigliava in casa. Nessuno si beveva subito il vino comprato e lo lasciava inspessire per emozioni più forti. Una tendenza che continua con alti e bassi fino ai giorni nostri. Peccato, perché forse proprio la sua maggior leggerezza è stata la causa della sua minore fortuna, che tuttavia non ne svilisce la bontà.

Di recente il Censis ha registrato un significativo calo nel consumo di alcoli ed in particolare del vino, a cui, specialmente i giovani, preferiscono la birra o addirittura i superalcolici. Le cattive notizie però non si fermano qui per i cultori del vino buono a tavola, infatti gli appassionati del vino novello dovranno farsi una ragione di un calo nella produzione 2011 che potrebbe sfiorare il 20% rispetto a quello dell’anno successivo: tutta colpa dell’ultima vendemmia che avrebbe reso assai poco.

Dunque non solo un problema filosofico o di marketing, ma sopratutto un problema di clima. Il tempo atmosferico purtroppo non ha aiutato i produttori e l’ultima vendemmia quest’anno supererà di poco le 6 milioni di bottiglie, un calo rispetto all’anno successivo che fa andare in agitazione i produttori, che lamentano una crescente disattenzione al loro settore, che pure è uno dei più ricchi e famosi nel mondo e che rischia, senza le politiche adeguate, di disperdersi fino alla catastrofe.

Per adesso però la Coldiretti si limita a dire che la vendemmia è stata la più contenuta degli ultimi 60 anni, ma purtroppo il calo sarebbe anche dovuto alla perdita di appeal del “novellino“, che secondo gli esperti potrà essere stappato già dalla mezzanotte di sabato 5 novembre.

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