Armi atomiche in Iran, ma Obama reagisce incerto

La politica statunitense sembra essere curiosamente incerta sulle presunte "armi nucleari" che l'Iran starebbe sviluppando. Tutto ciò sembra imputabile al Presidente degli Stati Uniti, che impegnato con l'economia non sembra dedicarsi molto alla minaccia nucleare.

di Vincenzo Avagnale 9 Novembre 2011 17:16

Cosa combinano gli Stati Uniti mentre ognuno dice la sua in proposito al rischio nucleare iraniano? Se l’amministrazione Bush era teatrale e pronta a proclamare a tutto ed a tutti che l’America non guarda in faccia a nessuno, quella di Barak Obama sembra essere caratterizzata da azioni apparentemente di indecisione, che quindi rischiano di far precipitare gli eventi, ma che in realtà opera nel sotterfugio e negli attacchi intelligenti piuttosto che frontali.

Secondo fonti d’intelligence sarebbe stato proprio il Presidente degli Stati Uniti ad autorizzare la vendita ad Israele di potenti bombe e missili anti-bunker, capaci di attaccare con efficacia le basi corazzate iraniane, ma mentre l’amministrazione Bush aveva negato di fornire simili armi quella Obama ha lasciato un “no comment” sospetto, capace tanto di evitare l’ira dei contribuenti scontenti di essere lasciati all’oscuro, tanto di lasciar trapelare la minaccia all’Iran.

Ciò che stupisce di più è che nell’era Bush nessuno aveva creduto al presidente Repubblicano, che dopo essere stato sconfessato sulle cause della guerra in Iraq è stato etichettato come un estremista. Adesso invece sono tutte persone serie e decisamente equilibrate a sostenere che gli Ayatollah iraniani siano ad un passo dall’avere armi nucleari. In particolare molti premi Nobel per la pace; fra cui: Barack Obama, Shimon Peres e l’Alea (l’agenzia per il controllo dell’energia atomica). Proprio quest’ultima ritiene, dopo la recente ispezione, che l’Iran sia ad un passo dall’avere la terribile arma.

Che fare? Adesso anche i più estremisti tremano e l’ipotesi di un intervento militare sembra sempre più l’unica praticabile, tuttavia Obama non potrà esimersi come in Libia dal prendere direttamente in mano la situazione. L’Iran ha solide basi per il suo potere ed il suo fanatismo e non ci saranno ribelli da aiutare con qualche aereo e nave lungo la costa. Adesso si avvicina il momento in cui questa amministrazione del sotterfugio dovrà metterci la faccia e mostrare che, dopotutto, non importa se Democratici o Repubblicani… gli americani la pensano tutti allo stesso modo su chi li sfida.

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