Adolescenti su internet: 3/4 nascondono ai genitori ciò che fanno

I genitori tendono a fidarsi, ma in Italia, ad esempio, più della metà dei ragazzi nasconde la finestra del browser quando un parente si avvicina al computer.

di Stefania Calabrese 21 Novembre 2012 22:33

Secondo una ricerca su scala europea, gli adolescenti di oggi sono dei “disconnessi digitali” rispetto alla propria famiglia: la McAfee-Atomik Research ha svelato tutti i trucchi usati dai ragazzi per nascondere ai genitori le attività che svolgono nel web.
Dai dati è emerso infatti che quasi un terzo dei genitori è convinto di sapere cosa faccia il proprio figlio su internet e che più della metà, precisamente il 60%, esprime fiducia che non acceda a contenuti inappropriati, però ben tre ragazzi su quattro hanno dichiarato di essere in grado di eliminare le tracce delle proprie attività online.
Fra le “tecniche” più gettonate risalta con il 47% quella di minimizzare la finestra del browser all’arrivo del genitore, che in Italia raggiunge il 54% delle “preferenze”; il 28% dice di nascondere o eliminare i contenuti inappropriati dal computer, mentre il 38% arriva a cancellare la cronologia del browser.

Per chi non fosse in grado di mettere in pratica questi accorgimenti, c’è sempre la possibilità di visualizzare materiale non idoneo fuori casa, opzione scelta dal 28,7% dei giovani intervistati.

 
La ricerca evidenzia inoltre alcune problematiche legate alla pericolosità del web e i relativi comportamenti genitoriali: quasi un terzo dei genitori, per la precisione il 30,8%, ritiene che i propri figli non corrano eccessivi pericoli navigando su internet, solo il 22,6% ha affrontato con loro almeno un discorso riguardante i possibili rischi, mentre addirittura il 17,6% ha dichiarato di non aver mai preso precauzioni a riguardo.
La ricerca di McAfee-Atomik è stata effettuata a ottobre in Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi, da ciascuno dei quali Paesi è stato selezionato un campione di 200 genitori di adolescenti e 200 ragazzi di età compresa fra i 13 e i 17 anni, a dimostrazione del fatto che il gap generazionale fra genitori e figli nell’ambito delle esperienze online è comune ai vari Stati e va affrontato a livello europeo.

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