Acido Palmitico: gli alimenti da evitare o limitare

Una sostanza che alimenta i tumori: ecco alcuni consigli

di Maria Barison 18 Novembre 2021 2:56

Stando ad alcuni studi recenti, l’acido palmitico è una sostanza ben nota ai ricercatori sicché si trova all’interno di alcuni alimenti, si è scoperto però che questa sostanza alimenti le cellule dei tumori. Scientificamente parlando la notizia è stata diffusa un po’ a macchia d’olio su internet e siamo consapevoli di non essere un sito a base scientifica, quindi prima di prendere qualsaisi decisione sulla vostra vita ribadiamo che magari questo articolo può servire come veicolo di informazione, ma che sarebbe meglio poi consultarsi con un medico e/o nutrizionista. Inoltre non si sta parlando di completa eliminazione, ma di ridurne l’abuso. Sappiamo che alla fine tutti gli alimenti se consumati in quantità eccessive possono nuocere alla salute, ma in questo caso un po’ di prevenzione anti-tumorale potrebbe non essere proprio una cattiva idea.

Andando per gradi lo studio si è basato su alcuni principi: come agisce l’acido palmitico ed in quali alimenti si trova in maggiore quantità. Allontanate l’idea dalla testa se avete sentito associare questa sostanza ad i vaccini contro il coronavirus, sono tutte bufale. Già quasi del tutto bandito l’olio di palma, da cui avevate probabilmente già intuito qualcosa, è responsabile della crescita tumorale di bocca e pelle. Le cellule che vengono sovraesposte alla sostanza, diventano più resistenti e quindi con maggiore possibilità di sviluppare tumori difficili da debellare, ed è così che l’acido palmitico agisce sul nostro corpo.

In quali alimenti si trova maggiormente ed in quantità tali da poter far suonare davvero un campanello di allarme? Principalmente in quegli alimenti superflui che ormai fanno parte del quotidiano come merendine e biscotti industriali, torte e pani già pronti, fette biscottate, patatine, crakers e grissini. Si passa poi anche alle paste sfoglie, focacce e pizze surgelate, fino ad arrivare a sughi pronti, budini e prodotti sugellati che presentano uno strato di panatura. Anche i ricercatori dunque sconsigliano di ricorrere a diete autoimposte e seguire consigli di qualche nutrizionista che sicuramente, soprattutto con alcuni di questi alimenti, sapranno consigliare le dosi giuste da consumare. Per alcuni poi se riuscite ad eliminarli male non si fa, anche se comunque l’industria alimentare che produce questi prodotti si è adattata già da diversi anni e persino la nutella ha scritto sulla propria confezione la dicitura “senza olio di palma” dunque il problema non è nemmeno cancellare questi cibi, ma cercare il prodotto giusto. Certo è che la lettura dell’etichetta è sempre consigliata, per evitare la presenza di altre sostanze in sovrannumero.

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