La bufala del giorno riguarda Rosario Muniz morto. Una vicenda che solo in parte ci ricorda quella relativa ad Enrico Papi, trattata sul nostro sito in settimana per smentire l’ennesima fake news sul conduttore. Vediamo come stanno le cose, che fine ha fatto questo strano personaggi oggi, ma soprattutto come abbia preso piede una notizia falsa da quello che ci risulta oggi 25 febbraio. Già, perché l’anno che volge al termine purtroppo è stato caratterizzato da tante invenzioni su personaggi conosciuti dal pubblico e che, al contempo, sarebbero passati a miglior vita prima del tempo.
Del tutto inventata la storia su Rosario Muniz morto: che fine ha fatto oggi il singolare cantante
Senza girarci troppo intorno, pare sia totalmente inventata la storia di Rosario Muniz morto. Se vi state chiedendo che fine ha fatto oggi, non si hanno aggiornamenti ufficiali sul suo stato di salute, ma il video che ha innescato la bufala è stato lanciato dal redivivo Andrea Dipré su YouTube pochi giorni fa. Nella descrizione del filmato è stato aggiunto un link che, in teoria, dovrebbe rimandarci alla notizia relativa alla tragica scomparsa del cantante trash. Tuttavia, le cose stanno diversamente.
Effettuando tutte le verifiche del caso, però, ho notato che l’URL rimanda ad una scheda di prodotti alimentari, senza dimenticare che durante il video, lo stesso Dipré dica cose molto strane sul decesso. Insomma, tanti indizi sul fatto che sia stata inventata la morte di una figura molto più conosciuta di quanto si possa immaginare. Ennesima dimostrazione del fatto che si debba accogliere sempre con una certa cautala qualsiasi tipo di annuncio sui social.
Insomma, allo stato attuale non ci sono segnali sufficenti per credere alla storia di Rosario Muniz morto. Che fine ha fatto oggi? Vi faremo sapere appena ci saranno ulteriori aggiornamenti in merito.
Rosario Muniz rappresenta una delle figure più controverse e polarizzanti della cultura underground e del web italiano degli anni Duemila. Salito alla ribalta grazie a ospitate televisive in programmi cult come Ciao Darwin e attraverso circuiti radiofonici irriverenti (celebre il suo legame con La Zanzara), Muniz ha costruito un personaggio basato sull’eccesso, la provocazione costante e una narrazione biografica spesso surreale.
Il suo impatto mediatico si gioca sul confine sottile tra intrattenimento trash e satira sociale involontaria. Amato da una nicchia che ne celebra lo spirito anarchico e pesantemente criticato per i contenuti spesso volgari o disturbanti, Muniz è diventato un fenomeno virale ben prima dell’era dei moderni influencer. La sua figura solleva interrogativi profondi sul voyeurismo del pubblico e sui limiti della spettacolarizzazione del disagio o dell’eccentricità estrema nei media contemporanei.
Oggi resta un’icona di quella “TV del dolore” e del web degli esordi, un reperto antropologico di un’epoca televisiva senza filtri.







