Vendite in calo, la Fiat blocca la fabbrica di Pomigliano

Lo stabilimento campano chiuderà i battenti per 11 giorni con la messa in cassa integrazione di 2.150 operai.

di Simona Vitale 18 luglio 2012 21:37

Lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco chiuderà i battenti dal 20 al 31 agosto e 2.150 dipendenti saranno messi in cassa integrazione. Lo ha spiegato la Fiat in una nota, chiarendo che il blocco è dovuto al fine di evitare l’accumulo di inutili vetture. I dati del mercato automobilistico europeo rivelano un -6,30% nel primo semestre dell’anno. In particolare, quello italiano ha subito un -24,4% a giugno e un -19,7% nel primo semestre, confermando così che la crisi delle vendite non accenna a fermarsi. In Italia la crisi sta penalizzando, infatti, proprio la Fiat e il mercato delle city car, dove la Fiat domina con il 60% grazie alla Panda e alla 500.

La nota declara:

Per lo stabilimento di Pomigliano in salita produttiva dall’inizio dell’anno, non era stato fino ad oggi necessario alcun intervento. Oggi, però, la situazione impone di ridurre la produzione per evitare inutili e costosi accumuli di vetture. Dopo la chiusura estiva la fabbrica si fermerà per due settimane, dal 20 al 31 agosto. Nei prossimi mesi  la situazione sarà oggetto di continuo monitoraggio.

Non mancano le reazioni alla notizia. Da segnalare quella del leader dell’Udc Pierferdinando Casini, il quale ha dichiarato:

La Fiat negli anni ha avuto grande attenzione da parte del settore pubblico. Oggi se ne va alla chetichella e questo è negativo. Non ho visto attuare i programmi di investimento promessi. Per questo da italiano non posso santificare Marchionne. Le due settimane di stop imposte allo stabilimento di Pomigliano sono l’ennesima dichiarazione di guerra nei confronti dei lavoratori.

Il segretario di Fim Cisl Giuseppe Farina si sente invece di condividere ancora una volta le posizioni espresse dall’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, asserendo:

È evidente che si tratta di un rallentamento dovuto alla pessima congiuntura economica. Sono di ieri i dati di un mercato europeo in forte recessione e la Fiat certamente non può rimanerne immune. In questo senso paga un pedaggio pesante anche la Panda, nonostante sia uno dei prodotti migliori e più venduti dal Lingotto in questo momento.

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