Scontri e proteste, sospesi i funerali di Priebke

Le esequie si sarebbero dovute tenere nella Cappella dei Lefebvriani ad Albano Laziale, ma vi sono state forti contestazioni e tafferugli con i neonazisti.

di Luca Fiorucci 16 ottobre 2013 3:43
Scontri-funerali-Priebke

Non si sono tenuti alla fine i funerali dell’ex ufficiale delle SS Erich Priebke, che si sarebbero dovuti svolgere martedì verso le 17 nella Cappella dei lefebvriani ad Albano Laziale, in provincia di Roma, ma il prefetto Giuseppe Pecoraro ha vietato l’ingresso nella chiesa ad un gruppo di militanti di estrema destra, fra cui alcuni esponenti di Militia, per evitare che le esequie diventassero una sorta di raduno di neonazisti, e il sacerdote ha deciso così di sospendere la cerimonia. Il sindaco di Albano Nicola Marini aveva firmato un‘ordinanza “per impedire il passaggio della salma, ma il prefetto aveva inviato un fax al sindaco revocando il divieto e imponendo che il rito funebre si svolgesse nella chiesa dei Lefebvrianiper aderire alle richieste dei familiari” di Priebke. 

Marini, invece, aveva spiegato: “E’ una ferita lacerante. Sicuramente non consentiremo la tumulazione, visto che è di nostra competenza. Non potremmo permetterlo per rispetto dei caduti, di chi ha combattuto, e di chi ha perso parenti nell’eccidio delle Fosse Ardeatine”. Davanti all’istituto religioso si erano quindi radunati per protesta alcune centinaia di manifestanti, che all’arrivo del feretro, alle 17.20,  hanno preso a calci e pugni il carro funebre. Poco dopo, però, è giunto sul posto da una via laterale anche un gruppo di una ventina di neonazisti, che hanno lanciato sulla folla pietre e bottiglie, facendo il saluto romano e gridando “Boia chi molla”. E’ dovenuta intervenire la polizia in assetto antisommossa e con i blindati, e due manifestanti, uno di estrema destra e uno di sinistra, sono stati fermati.

Tensione anche fra le forze dell’ordine e alcuni dimostranti anti-Priebke. che a un certo punto hanno cercato di aggredire un prete lefebvriano che stava entrando in chiesa, gridando “assassini” e “siamo tutti antifascisti” e intonando “Bella Ciao”. Nella ressa, una donna è svenuta ed è stata subito soccorsa. Verso mezzanotte e mezza, la salma di Priebke è stata portata via a bordo di un furgone della polizia, e si sono verificati nuovi tafferugli con lancio di fumogeni e di bottiglie. Il feretro è stato portato all’aereoporto militare di Pratica di Mare, alle porte di Roma. Nel pomeriggio, era stato comunicato che il forno per le cremazioni del cimitero di Prima porta sarebbe rimasto aperto fino a notte fonda, forse per l’arrivo della salma.

In serata, l’avvocato Paolo Giachini, legale di Priebke, ha annunciato: Ho rimesso il mandato da procuratore, non sarò più io ad occuparmi dei funerali, non sarò io l’interlocutore, perchè il mio mandato era quello di far celebrare un rito cattolico con dignità e così non è stato”. Giachini, prima che la situazione degenerasse, aveva spiegato: “Sarà una cerimonia religiosa con messa in latino a porte chiuse per amici e familiari”. I lefebvriani, invece, avevano dichiarato: Non è una nostra iniziativa: l’avvocato di Priebke ha chiesto se c’era la disponibilità e noi l’abbiamo data. Per noi non c’è nessun risvolto. E’ una celebrazione religiosa per un cristiano che non si nega a nessuno. Funerali, benedizione della salma, tutto in forma privata. Basta”.

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