Raoul Bova e lo spot contro l’AIDS censurato (VIDEO)

L'attore è testimonial della campagna del Ministero della Salute "La trasmissione sarà interrotta il prima possibile. Uniti contro l`Aids si vince".

di Simona Vitale 30 novembre 2012 19:10

Domani 1° dicembre si celebra la giornata mondiale della lotta all’AIDS. Sul territorio italiano si terranno centinaia di iniziative che spazieranno dai convegni ai flash mob nelle piazze, dagli stand informativi all’attività informativa che sarà svolta nei principali locali della movida. Come affermato dal ministro della Salute Renato Balduzzi:

Il contrasto all’Aids è una sfida globale davanti alla quale non ci si può tirare indietro. È importante aumentare la sensibilità di tutti su questo tema e non abbassare la guardia, e per fare questo è necessario continuare e intensificare il lavoro di informazione e prevenzione, e sensibilizzare a un comportamento sessuale responsabile, all`utilizzo del preservativo e al test anti-hiv. 

Il ministero in un comunicato ha spiegato che:

In linea con le indicazioni della commissione nazionale aids, la campagna istituzionale vuole rafforzare la percezione del rischio dell`infezione da hiv e sensibilizzare sulla modalità di trasmissione e sulle misure di prevenzione. La campagna si rivolge alla popolazione generale e in particolare alle categorie con comportamenti ritenuti a maggior rischio: adulti, migranti, msm (uomini che fanno sesso con uomini), giovani, donne.

Principale testimonial della campagna di comunicazione del Ministero della Salute, con lo slogan “La trasmissione sarà interrotta il prima possibile. Uniti contro l`Aids si vince” è l’attore Raul Bova. A poche ore dall’uscita del filmato, però, è già scoppiata la polemica, da parte della Lila, ovvero la Lega italiana della lotta all’AIDS che rigetta lo spot.

“Rigettiamo immediatamente ogni responsabilità sul video appena rilasciato dal ministero della Salute per la campagna 2012/2013 lanciato in occasione della Giornata mondiale di lotta contro l’Aids”. L’accusa dell’associazione riguarda il fatto di avere censurato la parola “preservativo” che originariamente compariva nel video.

Raoul Bova e lo spot contro l’AIDS censurato (VIDEO)

Fa sapere l’associazione:

Il ministro ci coinvolge direttamente affermando che alla sua realizzazione avrebbero partecipato le associazioni che fanno parte della Commissione e della Consulta nazionali Aids: questo non corrisponde al vero, dato che il video, pubblicato nel canale ufficiale del ministero in YouTube, era già stato criticato dalle associazioni citate, che ne avevano chiesto la modifica, richiesta che è evidentemente rimasta inascoltata. Se fosse un errore chiediamo al ministero di rettificare pubblicamente e diffondere la versione nella quale Raoul Bova, testimonial della campagna, pronuncia la parola fatidica: preservativo.

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