Test per l’HIV, come funziona

Un test salivare o il prelievo del sangue per conoscere l’eventuale contagio da HIV

di fabiana 7 dicembre 2018 9:00

L’argomento è tornato alla ribalta della cronaca solo pochi giorni fa con la Giornata Mondiale contro l’AIDS che cade il 1 dicembre, ma non si deve mai abbassare  la guardia nei confronti dell’AIDS: la sensibilizzazione e la prevenzione sono le armi migliori per ridurre la diffusione della malattia. E anche il test per sapere se si è diventati sieropositivi, attraverso un prelievo del sangue o un test salivare, è altrettanto importante: è anonimo e gratuito e viene offerto gratuitamente ogni primo venerdì del mese dall’Ospedale San Raffaele e dell’associazione Anlaids. 

est salivare Easytest, in grado di dare la risposta in appena 20 minuti. Quest’anno l’iniziativa viene proposta anche in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS del 1 dicembre.

Il test sul sangue consiste in un piccolo prelievo di sangue per verificare la presenza di anticorpi specifici contro il virus HIV: è gratuito e riservato, ma in alcuni laboratori e centri di screening può essere effettuato dietro pagamento del ticket e/o esibizione della tessera sanitaria.

Il test salivare è un test rapido, su saliva, che consente di fornire ai pazienti una risposta entro pochi minuti dal prelievo. 

Se la risposta è negativa significa che non c’è stato contatto con l’HIV mentre se è positivo significa che reagisce agli anticorpi specifici anti-HIV che vengono prodotti dopo l’esposizione al virus. Ovviamente in questo caso un test positivo deve essere confermato dall’esame standard su sangue. 

Dovrebbero sottoporsi al test tutte le persone sessualmente attive dovrebbero eseguire il test soprattutto quando si comincia un rapporto stabile e prima della gravidanza e in ogni caso quando si hanno rapporti a rischio. 

È possibile sottoporsi al test in qualsiasi momento, ma anche ricordare che gli anticorpi anti-HIV compaiono in genere dopo 1-2 mesi dal contagio o anche tre mesi dopo. Quindi in sostanza è indicato effettuare il test al terzo e dopo il sesto mese dall’ultimo rischio di contagio. 

La privacy viene garantita visto che il risultato viene effettuato solo con il consenso della persona e il risultato comunicato e consegnato alla sola persona che lo ha effettuato.

Conoscere in tempo l’eventuale sieropositività consente di poter intervenire in modo tempestivo con la cura per evitare la progressione dell’infezione da HIV verso l’AIDS. 

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photo credits | instagram

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