Ragazzo violenta 95enne e la uccide nella casa di riposo

Stupra un'anziana donna nell'ospizio dove era ricoverata, dopo un tentativo di furto andato male. La signora è morta due mesi dopo, per le gravi lesioni subite.

di Daniela Caruso 18 gennaio 2012 16:27

Sorby Scott, un giovane di 21 anni, ha violentato e poi ucciso una donna di 95 anni, dopo essere fuggito dalla struttura nel quale era detenuto con l’accusa di tentato stupro ai danni di una studentessa ventenne di Leeds, per la quale ha scontato quattro anni e mezzo di detenzione. Il ragazzo ha fatto irruzione nella casa di cura Rosewood Court a Bradford, nello Yorkshire. Elisabetta Pecka, di 94 anni, è stata ritrovata in un bagno, con ferite al volto e riversa in una pozza di sangue: la donna è morto in ospedale due mesi dopo, all’età di 95 anni. E’ stata lanciata una vera e propria caccia all’uomo e, dopo cinque giorni, lo stupratore e assassino è stato catturato. In precedenza, Scott aveva commesso diversi furti e rapine e aveva aggredito l’anziana donna.

Sorby si è dichiarato colpevole davanti alla corte di Bradford di tutti i reati commessi. L’avvocato, Paul QC Greaney ha dichiarato che il suo assistito si è addossato le colpe sulla base del fatto che, quando entrò nella camera della signora Pecka, non intendeva far del male a nessuno, voleva semplicemente commettere il suo ennesimo furto. Il ragazzo, però, doveva rispettare un coprifuoco dalle 23 alle 6 di mattina, quindi non poteva uscire dall’ostello in cui viveva. Le guardie del posto, però, non riescono a monitorare i trasgressori 24 ore su 24: per questo, il ragazzo ha avuto via libera. Come ha dichiarato Mark Siddall, capo della sicurezza, “La supervisione che operiamo nella struttura può minimizzare il rischio di fuga dei delinquenti, ma tale rischio non può essere eliminato del tutto“.

Il ragazzo è stato definito come un tipo violento, che già nel 2008 aveva dato prova della sua irruenza, quando iniziò a prestare servizio in carcere, accusato di furto con scasso. Nell’istituto di detenzione compì diversi atti vandalici, distruggendo un letto in acciaio, una finestra, un wc, un lavandino, diversi tubi dell’acqua, mobili e apparecchiature elettroniche adibite al monitoraggio dei carcerati.

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