Protesta nel Cie di Roma, otto immigrati si cuciono la bocca

Gli otto, quattro tunisini e quattro marocchini, volevano protestare contro il protrarsi della detenzione e il rimpatrio forzato.

di Luca Fiorucci 22 dicembre 2013 4:30
Immigrati

Otto africani ospiti del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Ponte Galeria, alla periferia di Roma, hanno inscenato ieri una protesta choc: hanno infatti utilizzato come ago la parte metallica di un accendino, poi hanno preso il filo da una coperta di fortuna e si sono cuciti le bocche. Erano stati prima quattro immigrati di origine tunisina e di età compresa tra i 20 e i 40 anni ad inscenare la protesta in mattinata, e nel pomeriggio sono stati “emulati” da altri quattro marocchini. Secondo il Garante dei detenuti del Lazio, gli otto sono assistiti nel Cie e non vi è stato bisogno di portarli all’ospedale. I migranti volevano in tal modo protestare contro il protrarsi della detenzione all’interno della struttura e contro un probabile rimpatrio forzato, nello stesso giorno in cui il ministro dell’Interno Angelino Alfano riferiva in Parlamento sulla vicenda del Cie di Lampedusa.

Gli otto si trovavano nel centro di Ponte Galeria da circa un mese, e uno di loro lunedì sarebbe stato rimpatriato nel suo paese. Il centro ospita al momento circa 90 persone, 61 uomini e 29 donne. Il Garante dei detenuti del Lazio si batte da tempo affinchè si possano effettuare le identificazioni in carcere, in modo da ridurre i tempi di permanenza all’interno dei Cie. Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha commentato su Facebook: “La loro protesta ci impone con forza di riaprire il dibattito nazionale su questi luoghi disumani e su una legge, la Bossi-Fini, che equipara a criminali chi fugge da guerre, violenze e povertà. Non possiamo, e non vogliamo abituarci alle tragedie. Dobbiamo, al contrario, impegnarci tutti contro l’indifferenza”.

L’ufficio stampa di Sel ha invece reso noto che una delegazione di parlamentari composta da Serena Pellegrino, Filiberto Zaratti e Franco Bordo si è recata presso il centro di Ponte Galeria per verificare le condizioni degli immigrati. Zaratti ha affermato: “C’è un forte clima di tensione. La nostra richiesta resta quella di chiudere i Cie, e ha ricordato che il suo partito, tre giorni fa, ha presentato una mozione inoltrando tale richiesta. A febbraio, proprio nel centro di Ponte Galeria, gli immigrati misero in atto una rivolta, salendo sui tetti e incendiando materassi e tavolini, per protestare contro l’espulsione di un nigeriano; otto di loro furono arrestati.

Nel 2010, invece, al Cie di Torino , cinque migranti inscenarono una protesta analoga a quella di oggi, cucendosi la bocca. Questo tipo di protesta da parte degli immigrati sarebbe frequente soprattutto all’estero. I dati del ministero dell’Interno sembrano confermare l’esistenza di problemi per i Cie, dove avvengono spesso danneggiamenti e rivolte. In Italia esistevano dodici strutture di questo tipo, ma la metà è stata chiusa, e in quattro dei sei rimasti è stata ridotta la capienza, quindi il numero di posti è passato dai 1851 previsti inizialmente a 749, mentre gli ospiti presenti sarebbero 564.

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti