Migranti, l’Austria: ” Tetto resta”. Renzi: “Solidali o blocco fondi”

Secondo Bruxelles, un limite agli ingressi sarebbe "incompatibile con le norme Ue"'. Per l'Ungheria le parole del premier italiano sono "un ricatto politico".

di Luca Fiorucci 19 febbraio 2016 12:34
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Il Consiglio Europeo di Bruxelles sulla questione dei migranti si è aperto giovedì sera già con uno scontro tra l’Austria, decisa a mantenere un limite giornaliero all’accoglienza dei rifugiati, e l’Unione Europea, che ritiene che ciò sarebbe contrario al diritto comunitario. La ministra dell’Interno austriaca Johanna Miki Leitner ha infatti annunciato che il limite giornaliero di ottanta richieste di asilo sarà anzi implementato come già deciso, e lo stesso cancelliere Werner Fayman ha dichiarato: “Dal punto di vista politico, è impensabile che accettiamo tutti i richiedenti asilo d’Europa”. Il commissario europeo alle migrazioni Dimitris Avramopoulos ha quindi scritto al ministro per ribadire che questo tetto “sarebbe chiaramente incompatibile con gli obblighi rispetto alle leggi Ue e internazionali”. Dello stesso avviso il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che in mattinata aveva dichiarato: “Non mi piacciono queste misure, queste sono sotto esame” perché “la questione è vedere se sono in linea” con la normativa comunitaria.

La cena di lavoro è terminata, dopo oltre sei ore di colloqui, con l’adozione delle conclusioni sull’immigrazione e l’annuncio di un vertice con la Turchia a marzo. Per la cancelleria tedesca Angela Merkel, occorre “avere gli hotspot che funzionano, in Italia ma soprattutto in Grecia, ed avere schemi di relocation“. Faymann, però, nonostante durante la cena sia stato chiesto a Vienna di rimandare di un mese l’attuazione delle misure, ha ribadito: L’Austria va avanti“. Sulla questione era intervenuto, al suo arrivo a Bruxelles, anche il premier italiano Matteo Renzi, mostrando comprensione per l’Austria, che, ha spiegato, “è in una situazione difficile”, tuttavia, ha aggiunto, “non possiamo immaginare di chiudere il Brennero”. Per Renzi, invece, occorre modificare il trattato di Dublino, che ritiene “sbagliato, non funziona”, ed intende quindi esporre la questione al summit, ma diversi altri paesi non sono disposti a mettere in discussione il trattato, perlomeno non ora, per non complicare una situazione già difficile.

Il presidente del Consiglio italiano avrebbe riscosso l’apprezzamento di Francia e Germania per il suo ammonimento ai paesi dell’Est Europa: “Basta con le prese in giro. La solidarietà non può essere solo nel prendere. Inizia ora la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere, oppure smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori. O accettate i migranti o noi, Paesi contributori, vi bloccheremo i fondi“. Il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs ha però bollato le parole di Renzi comeun ricatto politico“. Secondo il premier olandese Mark Rutte, attualmente titolare della presidenza di turno dell’Ue,la cosa più importante è che nelle prossime settimane si riduca ulteriormente il flusso dalla Turchia”.

Si starebbe facendo già un forte pressing su Ankara in tal senso, attraverso un piano di cooperazione con il quale verrebbe stanziato un fondo di tre miliardi di euro per aiutare la Turchia nel controllo delle partenze verso l’Europa e nella lotta al traffico di esseri umani. Un altro tema discusso al summit è stato il rischio di “Brexit“, ossia dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, sul quale il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dopo diversi incontri nella notte, ha spiegato: “Qualche progresso è stato fatto, ma c’è ancora molto da fare”. Juncker, all’inizio della seduta, si era detto “fiducioso che ci sarà un’intesa”, così come Renzi, che però, alla fine del vertice notturno, ha spiegato che sulla questione si sentiva “meno ottimista di quando sono entrato“. Il premier inglese David Cameron, del resto, aveva avvertito: Il negoziato è difficile. Vengo a battermi per la Gran Bretagna. Se si arriva a un buon accordo accetterò, ma non firmerò mai qualcosa che non risponda ai nostri bisogni“.

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