Merkel preoccupata per il dopo-Monti

La Merkel approva la linea di ripresa dell'italia, presentata da Mario Monti nella giornata di ieri.

di Daniela Santoni 30 agosto 2012 10:04

BERLINO “E lei vuol lasciare tutto questo a metà?”. Una Merkel preoccupata che il buon lavoro svolto dal professor Monti possa sfumare e esser vanificato da un ritorno della politica al potere. Il Premier rassicura il cancelliere tedesco su due aspetti: “Le forze politiche che sostengono la maggioranza “sono molto maturate” e il processo di riforma in Italia “proseguirà anche nella prossima legislatura”. Non è la prima volta che al professore giunge l’invito anche non troppo velato da parte di esponenti governativi stranieri a proseguire il suo cammino in politica.
Non c’è solo la preoccupazione per un ritorno di Berlusconi, nei giorni scorsi annunciato, poi smentito comunque sempre sullo sfondo. Ora il timore riguarda l’avanzare di forze antieuropeiste, che potrebbero davvero nuocere al Paese ed all’Europa. Dopo un grande impegno e sforzo di tutti gli italiani che ha fatto sì che Berlino considerasse l’Italia “non in pericolo” sarebbe una piaga distruggere tutto.

Ieri Merkel ha anche invitato Mario Monti a non affrettare i tempi per la richiesta dello scudo anti-spread, preferendo piuttosto attendere l’esito del salvataggio delle banche spagnole e della richiesta che presto farà la stessa Spagna all’Esm. D’altra parte anche Angela Merkel sa che difficilmente il governo Monti potrebbe avere da Pdl, Pd e Udc il via libera alla firma di un memorandum che contenga altri impegni in questo momento. Tra le questioni che il premier Mario Monti ha affrontato nella bilaterale di Berlino con la cancelliera Angela Merkel c’è la definizione dei contenuti del “memorandum of understanding”, documento di impegni che va siglato in caso di richiesta dello scudo anti-spread: “Qui il lavoro è tutto da fare – ha detto il Premier in un’intervista al “Sole 24 ore” – il terreno e’ ancora vergine. Dovranno lavorarci i ministri delle Finanze”. Ma ha assicurato: “Per quanto riguarda l’Italia abbiamo dichiarato di non averne attualmente bisogno”.

“Di certo – ha proseguito il Professore -non voglio che l’Italia dopo gli sforzi e i risultati ottenuti, sia sottoposta a una sorta di commissariamento intrusivo come avvenuto per Paesi che avevano bisogno di aiuti per chiudere i proprio bilanci. Noi non siamo in quella situazione”. E secondo Monti lo sanno bene anche gli altri Paesi e le istituzioni internazionali che si sono resi conto dell’impegno dell’Italia in questi mesi e dei primi risultati raggiunti. “Pur muovendo da condizioni di grande fragilità finanziaria, non abbiamo rinunciato a far valere i nostri punti di vista sulle lacune della governance dell’eurozona. Queste lacune sono state un po’ per volta riconosciute e a esse si sta ponendo rimedio”.
“Siamo molto preoccupati per quello che potrà accadere con le elezioni in Italia”. Senza troppi giri di parole Angela Merkel ha espresso a Monti questo suo tarlo nella colazione di lavoro al primo piano della “Bundeskanzleramt”, davanti alla porta di Brandeburgo
“Sono molto fiducioso sul fatto che c’è una maturazione dei partiti politici”, ha confermato ieri “inoltre ormai ci sono vincoli europei da rispettare per tutti”. Già ma sull’incedere di forze politiche sull’onda del populismo la preoccupazione si palesa in entrambi i leader.

Luci puntate dunque sull’Olanda, che andrà al voto anticipato proprio il 12 settembre, lo stesso giorno in cui la corte di Karlsruhe farà conoscere il suo verdetto sulla compatibilità del fondo Salva-Stati con la costituzione tedesca. Un verdetto che sfocia in valutazioni e comportamenti anche politici. I sondaggi, danno infatti in testa i due principali partiti anti-Ue: i populisti di destra di Geert Wilders e il partito socialista di Emile Roemer. Se questi saranno i risultati, sarà un problema per il futuro dell’Euro e dell’Europa stessa. Un pericolo, quello del populismo, dal quale l’Italia non è immune, visto l’incedere del Movimento 5 stelle di Grillo. L’avanzare di queste forze è un’eventualità da combattere a colpi di integrazione politica.

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