Marò, l’Italia richiama l’ambasciatore. Pinotti: “Delusi e irritati”

Gentiloni: "Non è da escludere l'arbitrato". Pinotti: "Le condizioni di Latorre non consentono la partenza dall'Italia".

di Luca Fiorucci 18 dicembre 2014 3:19
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La Corte Suprema indiana ha respinto martedì le istanze di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò italiani trattenuti in India da quasi tre anni con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati, e ieri è arrivata la ferma reazione del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che, intervenendo alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha annunciato: “Di fronte a un atteggiamento così grave il governo si riserva i passi necessari a partire dall’urgente richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi. Non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche. Ma voglio ribadire l‘irritazione del governo italiano per le decisioni prese dalla Corte Suprema che ha respinto le richieste di carattere umanitario“.

Salvatore Girone voleva il permesso per trascorrere le festività natalizie in Italia, mentre Massimiliano Latorre chiedeva di prolungare di altri 4 mesi il periodo di convalescenza in Italia dopo l’ictus che lo ha colpito a settembre, periodo che altrimenti terminerà il 13 gennaio. Nessuno dei governi italiani che si sono susseguiti in questi anni ha finora attivato la procedura dell’arbitrato internazionale, e la vicenda dei due marò è stata gestita solo sul piano politico, ma ora questa, ha spiegato Gentiloni, “non è un’ipotesi da escludere“, e la decisione se farvi ricorso verrà presa “nei prossimi giorni”.

Sul caso è intervenuto anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che, intervenendo alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha sottolineato che l’impegno per il pieno recupero fisico di Latorreè una priorità per il governo e nulla sarà fatto per mettere a rischio le sue condizioni. Cerco di seguire quotidianamente la vicenda dei marò e conosco perfettamente la situazione medica e le condizioni di Massimiliano Latorre“, per questo, ha spiegato il ministro, “dico che non sono condizioni che possono consentire una partenza dall’Italia“. La Pinotti ha aggiunto: “Siamo delusi e irritati per la decisione della Corte Suprema indiana sui due marò. Le nostre istanze erano di carattere umanitario e ci aspettavamo un risultato diverso“.

Girone, ha spiegato, “è in India da quasi tre anni, la sua detenzione crea disagio ed è in cima ai nostri pensieri“. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una nota, si era detto “fortemente contrariato” per la decisione della Corte Suprema indiana. L’opposizione, intanto, protesta. Maurizio Gasparri di Forza Italia parla di una “disattenzione imperdonabile” del premier Renzi, mentre i parlamentari del Movimento 5 Stelle accusano: “Siamo di fronte ad un governo di impostori che ha ingannato i nostri due marò. L’arbitrato internazionale non esiste. Nonostante infatti le rassicurazioni dell’allora ministro degli Esteri Federica Mogherini (14 aprile), la procedura non è mai stata attivata“.

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