Landini lancia la “coalizione sociale”: “Il Pd cancella i diritti”

Il leader della Fiom ha aperto il cantiere di una coalizione che vuole aggregare movimenti e associazioni per dar voce a una "domanda di giustizia sociale".

di Luca Fiorucci 15 marzo 2015 5:48
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Il segretario generale della Fiom Maurizio Landini ha aperto ufficialmente sabato, durante un’assemblea nella sede del sindacato a Roma, il cantiere della “coalizione sociale“, un tentativo di mettere insieme movimenti, reti ed associazioni per dare voce a quella “domanda di giustizia sociale ora inascoltata e senza rappresentanza“. Landini, per il quale per fronteggiare la “fortissima svalorizzazione” del lavoro è necessario anche “un rinnovamento del sindacato“, ha anche replicato duramente al capogruppo del Pd Roberto Speranza, che lo aveva definito espressione di “una sinistra massimalista che urla”: “Sono abituato a discutere di merito più che di decibel, sono attento a quello che si dice: inviterei ad avere rispetto delle proposte che si fanno senza dimenticare che il partito di maggioranza, non tutti al suo interno, ha votato la cancellazione dello statuto dei lavoratoriha affermato.

Il leader della Fiom ha inoltre annunciato che il 28 marzo si terrà una manifestazione a Roma contro il Jobs Act, che sarà “un evento della Fiom ma che è aperto a tutti quelli che condividono i nostri obiettivi”, e che il sindacato parteciperà a quella organizzata da Libera contro le mafie, il 21 marzo a Bologna. Alla riunione di sabato, a porte chiuse, hanno partecipato infatti i rappresentanti di diverse associazioni che potrebbero aderire a questa “coalizione sociale“, come Emergency, Arci, Libera, Articolo 21 e Libertà e Giustizia, i rappresentanti di alcune categorie professionali, come avvocati, farmacisti e dottorandi di ricerca, tre senatori ex del Movimento 5 Stelle, Maria Mussini, Maurizio Romani e Alessandra Bencini, il costituzionalista Gianni Ferrara e Giovanni Cocchi, del comitato per una legge popolare sulla buona scuola.

Landini aveva invitato i partecipanti al convegno nella sede della Fiom con una lettera nella quale si chiedeva di individuare dei punti di programma condivisi nello spazio nazionale” che partano dalla certezza che “la politica non è una proprietà privata”. Per il segretario della Fiom, occorre “superare le divisioni” e creare una nuova coalizione sociale per difendere “i diritti di cittadinanza a partire da quello del lavoro, non solo quello salariato, ma in tutte le forme“. Landini, però, ha voluto specificare che non intende formare un nuovo partito, ma semmai rinnovare il sindacato, ed ha poi scherzato con i giornalisti dicendo: “Partito? Non capisco questa parola…”

Il leader sindacale ha dovuto comunque già da oggi fare i conti con alcuni attacchi, come, oltre a quello del democratico Speranza, quello del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che, a proposito della stroncatura del Jobs Act da parte di Landini, ha dichiarato: “Se alla fine di quest’anno avremo un numero rilevante di nuovi occupati, e avremo centinaia di migliaia di contratti precari che saranno diventati stabili, Landini avrà pure la sua opinione, ma i numeri hanno la testa più dura di Landini, e di Poletti“.

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