Innovazione digitale, le pagelle alle proposte dei partiti

Dall'iniziativa del professor Camisani Calzolari nasce un "osservatorio sulle politiche per il digitale" che seguirà l'intera campagna elettorale.

di Stefania Calabrese 26 gennaio 2013 19:54

In materia di new economy i partiti politici italiani si lasciano andare lanciando molti slogan, ma poche proposte concrete, formulate in modo per lo più generico e disorganico. E’ questa la conclusione dello studio effettuato dall’imprenditore ed esperto delle dinamiche web Marco Camisani Calzolari.

“Nessun attore politico – scrive infatti nel rapporto – dimostra di possedere una strategia per affrontare il comparto digitale”.

Tuttavia è stato possibile, analizzando i diversi programmi e le esternazioni pubbliche dei principali esponenti dei partiti, procedere ad una valutazione sulla base di una serie di parametri ed assegnare un punteggio che aiuti i cittadini ad orientarsi sull’offerta politica in tema di innovazione digitale per le prossime elezioni.

Le aree di intervento prese in considerazione dallo studio sono 14, nello specifico: alfabetizzazione informatica; accessibilità e diffusione della banda larga; digitalizzazione e utilizzo di software Open Source per la Pubblica Amministrazione; Open Government; Open Data; riduzione del Digital Divide; Smart City; Cloud Computing; agevolazioni fiscali per il digitale; investimenti per le Start-up, cittadinanza digitale; neutralità della rete.

I punteggi sono stati assegnati sulla base dei vantaggi che le iniziative proposte potrebbero apportare alla Pubblica Amministrazione, alle imprese e agli stessi cittadini.

Al primo posto in classifica si posiziona il Pdl con 18 punti, mentre la medaglia d’argento spetta al Pd che totalizza 16 punti, ma per il quale va tenuto in considerazione il fatto che lo studio è stato effettuato sul programma provvisorio, mentre sarebbe lecito aspettarsi ancora delle sorprese nell’ambito dell’innovazione digitale.

L’Italia dei Valori conquista a sorpresa il terzo posto con 15 punti, relegando Scelta Civica con Monti e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo a pari merito al quarto posto con 13 punti, nonostante quest’ultimo abbia fatto del web il proprio cavallo di battaglia.

Lo studio del professor Camisani Calzolari evidenzia comunque i limiti delle proposte programmatiche dei partiti politici, giudicate “ad oggi limitate e in forte arretrato tanto sui tempi che sulle reali esigenze del Paese”, tuttavia lascia aperto uno spiraglio di speranza, sottolineando il fatto che vi siano significative convergenze fra le posizioni dei diversi partiti, il che potrebbe  portare a delle “ampie maggioranze trasversali in Parlamento”, almeno in tema di innovazione digitale.

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