Ilva, no del Gip al piano aziendale

Il giudice: "Non si mercanteggia con la salute". Operai in sciopero domani e venerdì, tornano anche i presìdi sugli altoforni

di Luca Fiorucci 26 settembre 2012 19:58
Ilva di Taranto

Il gip di Taranto Francesca Todisco ha respinto il piano di interventi immediati formulato dall‘Ilva per il risanamento degli impianti inquinanti e il mantenimento di un minimo di produzione. La Procura, qualche giorno fa, già si era espressa in tal senso. Per il gip, “I beni in gioco- salute, vita e ambiente, ma anche il diritto ad un lavoro dignitoso ma non pregiudizievole della salute di un essere umano- non ammettono mercanteggiamenti“. Il giudice ha anche respinto le richieste di remissione in libertà avanzate dagli avvocati di Emilo e Nicola Riva, ex presidenti dell‘Ilva, e di Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento di Taranto fino allo scorso giugno. I tre sono accusati di disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico.
Il “piano di investimenti immediati” era stato presentato il 18 settembre dal presidente Ferrante in procura,ma non piacque da subito, nè ai sindacati, nè agli ingegneri-custodi giudiziari Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento. Tale piano prevede lo stanziamento di 400 milioni di euro, dei quali 146 già impegnati per interventi in corso o programmati. Troppo poco, però, per coloro che hanno espresso parere contrario, e gli investimenti sarebbero scarsi soprattutto rispetto alla direttiva consegnata il 17 settembre dai custodi giudiziari all’azienda, nella quale erano indicati con precisione gli interventi da svolgere per il risanamento dell’impianto.

Sulla questione dell’Ilva è oggi intervenuto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, nel corso del “question time” parlamentare:

“Il ministro dell’Ambiente è l’autorità competente, in base alla legge italiana in applicazione della direttiva europea, per l’autorizzazione integrata ambientale, che rappresenta il documento di autorizzazione all’esercizio degli impianti industriali nel rispetto delle norme per la tutela dell’ambiente e della salute. Stiamo completando l’istruttoria per rilasciare l’autorizzazione e la termineremo in questi giorni”

ha affermato. I sindacati Fim e Uilm hanno subito proclamato per domani e venerdì due giorni di sciopero dei dipendenti dello stabilimento. Il clima, intanto, si fa sempre più teso: stamattina nove operai sono saliti su una passerella in cima ad un camino esponendo striscioni di protesta. Questi si aggiungono ai gruppi che da ieri sera si alternano in presidio sulla torre di smistamento dell’altoforno 5, che, secondo le disposizioni dei custodi giudiziari, va spento e sottoposto a rifacimento. Sarebbero più di seicento invece i lavoratori che hanno presidiato l’ingresso della direzione dell’Ilva, e ne sarebbe nata una discussione tra chi vuole difendere comunque la fabbrica e il posto di lavoro e chi dice di avere parenti che si sono ammalati di tumore per l’inquinamento e chiede interventi di ambientalizzazione, anche se ciò dovesse richiedere di fermare l’impianto. Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, quello dell’Ilva “è un problema drammatico”, mentre il segretario provinciale della Fiom Donato Stefanelli parla di “esasperazione in fabbrica“.

Luca Fiorucci

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