I genitori che rinchiudevano la figlia in gabbia

Cindy Patriarchias, 33 anni, ed il suo fidanzato Edmond Gonzales, sono stati arrestati. La piccola soffre di microcefalia, ma non ha riportato danni fisici.

di Simona Vitale 30 gennaio 2013 11:09

Nella loro casa mobile avevano costruito una gabbia di legno di un metro e mezzo per 72 centimetri e alta solo 126 centimetri. E non certo per rinchiuderci un animale quando loro non erano in casa. Nella gabbia solo un materasso a terra e due fermi per mantenere la porta. Era lì dentro che Cindy Patriarchias, 33 anni, ed il suo fidanzato Edmond Gonzales, di 37 anni, chiudevano la figlia adottiva di 8 anni e andavano al cinema.

La città che ha fatto da sfondo a questa terribile vicenda è stata Las Cruces, in New Mexico. I due sono stati arrestati. I primi sospetti li avevano già avuti i vicini di casa della coppia che li vedevano spesso uscire con gli altri bambini, ma mai con l’altra figlia. Cindy e Edmond avevano portato i tre figli della donna a vedere un film presso una scuola elementare, sistemando prima la bimba nella gabbia. La polizia è stata allertata dall’ex marito della donna che, presente anch’egli a scuola, ha notato che la bimba non era presente. La piccola, tra l’altro, soffre di microcefalia, malformazione che rende il cranio più piccolo. Le sue funzioni cerebrali erano pari a quelle di una bimba di un paio di anni.

Gli agenti di polizia sono rimasti molto sorpresi nello scoprire all’interno dell’abitazione la gabbia, pensando che però al suo interno vi fosse in realtà un animale domestico. Poi la scioccante verità. Seduta sul materasso hanno scoperto la bimba, che respirava grazie a due fessure presenti all’interno della scatola. La madre è accusata di abusi su minore e Gonzales di negligenza, per averlo permesso alla donna. Fortunatamente la bimba non ha riportato danni fisici, mentre i genitori adottivi sono stati arrestati e la loro cauzione è stata fissata in 25mila dollari. La casa era completamente al buio. In un angolo della camera da letto la gabbia, individuata dagli agenti che hanno finalmente messo fine all’incubo della bambina.

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