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Fiona Geraghty, vittima di bullismo, si impicca a 14 anni

Si era confidata in un tema scolastico, ma i professori invece di avvisare i genitori le avevano assegnato un bel voto.

di Stefania Calabrese 20 giugno 2012 8:43
Manifesto contro il bullismo

Una nuova vittima di bulimia e bullismo, questa volta in un College inglese del Somerset.

Fiona Geraghty, quattordicenne di Taunton, è stata ritrovata impiccata alla finestra della propria cameretta dai genitori. La ragazza aveva iniziato a frequentare il prestigioso King’s College nel 2010, ma non era riuscita a inserirsi nell’ambiente: stanca di essere continuamente definita “grassa” dalle proprie compagne, Fiona aveva sviluppato gravi disordini alimentari, finendo col diventare bulimica.

La madre, Elspeth Geraghty, medico generico, ha accusato il College di aver fallito nel valutare le condizioni di sua figlia. Durante l’anno scolastico, infatti, Fiona aveva scritto un tema riguardo i propri sentimenti: la paura di diventare donna, le critiche delle coetanee che la prendevano in giro per la taglia, il disgusto di se stessa e i conseguenti problemi con il cibo. Gli insegnati tuttavia, invece di allertare i genitori, si erano limitati a dare al tema un buon voto. Solo dopo alcuni mesi, la madre della ragazza era stata avvisata del fatto che Fiona era stata sorpresa più volte a vomitare.

Col sospetto che Fiona fosse affetta da bulimia, era stata mandata da uno psichiatra del CAMHS (Child and Adolescent Mental Health Services), che dopo sole quattro sedute, l’aveva congedata, liquidando il suo problema come un disordine alimentare non specificato e giudicando i suoi atti dovuti alla fame.

Interrogato dagli inquirenti, lo psichiatra Ross Gillanders ha affermato di aver riscontrato in Fiona, più che dei disordini alimentari, un “alimentarsi disordinato” e di non aver ravvisato in lei rischi di suicidio. In una scala da 1 a 10 di rischio, la quattordicenne era stata giudicata di livello 1.

Gillanders ha difeso il priprio operato spiegando inoltre di averle consigliato di cambiare scuola e guardare avanti.

Fiona, il cui nickname era Yo-yo, vista la sua personalità dinamica, aveva litigato con i genitori il giorno prima di suicidarsi, a causa di alcuni post pubblicati su Facebook, al punto che le era stato confiscato il computer.

Il King’s College ha dichiarato: “Fiona era una ragazza affascinante, talentuosa e vivace, che ha illuminato la scuola. La sua mancanza è qui profondamente sentita da molti suoi amici”.

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Tags: bullismo
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