Emilia-Romagna, proposta di legge per vietare uso di catena per cani

Il progetto si limita, però, sono ai cani domestici. Polemiche e speranze.

di Giorgia Martino 6 febbraio 2013 20:09

La battaglia del digiuno di Davide Battistini è stata più volte riportata da Attualissimo.  Davide Battistini è un uomo di Ravenna che eroicamente sta rinunciando a mangiare dallo scorso Capodanno per indurre la Regione Emilia-Romagna a vietare l’uso della catena per i cani. Sono sempre di più i suoi sostenitori, e intanto la sua battaglia sembra sortire qualche sperato effetto sui politici: vi è infatti una proposta dei consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna Marco Monari, del Pd, e Gabriella Meo, dei Verdi. Questa proposta si basa, appunto, sul divieto di tenere i cani domestici a catena, uso che provoca inutili sofferenze.

Il progetto di legge è stato preparato sulla considerazione che i cani domestici vengono sempre più considerati “compagni della propria esistenza, degni di ricevere amore e rispetto”, e che svolgono un “ruolo positivo per le persone sole bisognose di affetto e compagnia” oltre che “per la stessa salute umana”. Dunque “oltre alla tutela delle loro condizioni igieniche e sanitarie, e’ necessario sviluppare un maggiore rispetto delle loro caratteristiche comportamentali e del loro benessere”.

I quattro punti chiave di questo progetto di legge sono:

1)      Eliminare i maltrattamenti e le sofferenze agli animali domestici

2)      Definire meglio gli animali che rientrano nella categoria ‘animali da compagnia’

3)      Abolire l’uso della catena

4)      Inasprire le sanzioni per chi viola tali disposizioni.

Le critiche arrivano però dalla Lega, che affermano come ingiustizia l’esclusione da tale disegno di legge dei cani da caccia, da guardia o da tartufo.

Un altro aspetto che appare probabilmente evidente a chi ama gli animali è la motivazione addotta: non legare un animale domestico perché svolge “un ruolo positivo per le persone sole bisognose di affetto e compagnia” non è forse un modo per continuare a parlare principalmente dei diritti umani anziché degli animali?

In ogni caso, di sicuro se il progetto di legge si realizzasse, sarebbe un grandissimo passo avanti che potrebbe dare un ottimo esempio di civiltà anche alle altre regioni italiane e renderebbe piena giustizia allo sciopero della fame dell’attivista ravennate Battistini.

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