Banche Popolari Bari, la riforma in sospeso

Bloccata la riforma delle Banche Popolari  fino al 2018, Bari prepara il rilancio

di giannipuglisi 26 settembre 2017 6:40

Sono passati tre anni dal decreto legge “urgente” e dieci messo dallo stop, importo da Consiglio di Stato e Corte Costituzionale. Anche l’estate è trascorsa,  senza alcuna notizia fresca sulla riforma che mira a trasformare le dieci maggiori banche popolari italiane in società per azioni. Ad oggi, nessuna corte si è più pronunciata sui profili di costituzionalità della specifica materia, e probabilmente non lo faranno prima del febbraio 2018.

Nel contempo, la situazione è diventata estremamente caotica, ed i pochi fondi esteri, che hanno investito i loro soldi, restano alla finestra perché l’ordinanza di rimessione del Consiglio di Stato, datata 2 dicembre 2016, ha creato una situazione di estrema incertezza sul mercato dei capitali. Il fondo Amber infatti, dopo aver puntato sul futuro della Banca Popolare di Sondrio come Spa, ha depositato, dopo tanta attesa, due atti d’intervento presso le alte corti.

Ogni Banca popolare, in questo periodo di transizione, ha reagito in maniera diversa. Per la Banca Popolare di Bari, è tutto bloccato in una lunga attesa, anche se a dicembre sono decorsi i termini per la conversione forzosa in Spa per tutti i gruppi con un attivo oltre gli 8 miliardi. Le difficoltà maggiori per la BPB sono legate anche all’acquisizione di Tercas, dell’estate 2014. Bari, a differenza di altri istituti bancari, ha dovuto pagare di tasca propria 500 milioni, suddivisi tra capitale e bond, per poter togliere la Cassa di Teramo dall’amministrazione straordinaria.

La Banca, gestita dalla famiglia Jacobini, ha dapprima malvisto la riforma ed ha atteso l’assemblea per la costituzione in Spa solo nel dicembre 2016. La discesa dell’azione Banca Popolare di Bari ha visto a settembre 2017 un avvio di quotazione con nuovo minimo ribassato a 6,60. Tuttavia, ci sono ancora ottimi spiragli per il futuro: a differenza, comunque, di quanto sta avvenendo per Sondrio, i banchieri baresi sono ottimisti e ritengono che passare in Spa sia la via da seguire per il rilancio.

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