Alfano: “Renzi non tiri la corda”. Lui: “Tre proposte per il 2014”

Il sindaco aveva proposto un patto con il governo su riforme, lavoro ed Europa. Il vicepremier: "Dica con chiarezza se vuole prendere la sedia di Letta".

di Luca Fiorucci 2 dicembre 2013 15:20
Angelino Alfano

Continua il botta e risposta tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il vicepremier Angelino Alfano. Il sindaco di Firenze, infatti, in un’intervista rilasciata domenica a “Repubblica”, aveva spiegato di voler concordare un patto con il premier Letta per arrivare al 2015, basato su tre punti, riforme, lavoro ed Europa, ma aveva avvertito che, se l’esecutivo non realizzerà questi obiettivi, allora il Pd “separerà il suo destino da quello della maggioranza“. Renzi, che in attesa delle primarie del Pd dell’8 dicembre ragiona comunque già da segretario del partito, fa presente che comunque sono i democratici i principali “azionisti” del governo, mentre ad Alfano tocca adeguarsi, poichè, ha affermato, ha trenta deputati, noi ne abbiamo trecento. Se non è d’accordo, sappia che poi si va a votare. Io non ho paura delle elezioni, lui si”.

Il sindaco aveva poi precisato: “Non stiamo dicendo al governo: tutti a casa”. Il ministro delle Infrastrutture, l'”alfaniano” Maurizio Lupi, ha replicato duramente: “Vuole la crisi? Lo dica, non abbiamo paura”. E lo stesso vicepremier, in un’intervista al Tg2, ha poi affermato: Se Renzi ha l’obiettivo di prendere la sedia di Letta lo dica con chiarezza, senza girarci intorno come si faceva con la vecchia politica”. Per Alfano, il sindaco fiorentino “vuole sparare grosso per attirare l’attenzione” dato che si avvicinano le primarie. Renzi oggi ha controreplicato da Trieste ad Alfano:Non tiriamo la corda, sono gli italiani che stanno tirando la cinghia”.

L’ex “rottamatore” ha poi rilanciato le sue priorità per il governo, in particolare una riduzione dei costi della politica da un miliardo di euro, a cominciare dal Senato, e un “gigantesco” piano per il lavoro, “per tornare ad assumere”. Un altro punto, invece, riguarda l’Europa, perchè, per Renzi, le elezioni europee saranno “concentrate sul fatto che l’Europa è causa di tutti i mali. Noi vogliamo dire di no: non è colpa dell’Europa, è colpa dell’Italia che non ha fatto la sua parte cambiando l’Europa”. Il sindaco ha poi ribadito: “Se Alfano ha voglia di fare queste cose, le faccia”. Oggi, intanto, anche un altro esponente di rilevo del Pd, Beppe Fioroni, ha criticato duramente l’ex “rottamatore”: “Da Renzi ogni giorno arriva un attacco al governo. E’ più destabilizzante Renzi di quanto non lo siano Grillo e Berlusconi”.

Secondo Fioroni, con l’attuale situazione economica, “è veramente da irresponsabili pensare di lavorare per la crisi e le elezioni anticipate”, cosa che, ha spiegato, Renzi cercherebbe di fare perchè aspirerebbe a diventare premier. Anche gli altri candidati alle primarie del Pd hanno criticato il sindaco fiorentino. Pippo Civati ha rilevato: “Ieri Renzi ha cambiato la sua posizione nei confronti di Letta e del governo due volte”. Gianni Cuperlo, invece, ha espresso “perplessità” per l’intervista di Renzi, che gli è apparsa come un “ultimatum al governo“, che potrebbe comportare “rischi per l’unità del partito”.

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