Sfiducia ad Alfano, Pd diviso. Renzi: “Pensano solo alle poltrone”

La segreteria del Pd ha annunciato: "Non votiamo la sfiducia, cadrebbe il governo". Letta difende il ministro, ma i renziani e altri ne chiedono le dimissioni.

di Luca Fiorucci 18 Luglio 2013 2:42

E’ sempre più bufera politica per il caso Shalabayeva. Venerdì, infatti, si voterà la mozione di sfiducia M5S-Sel contro il ministro dell’Interno Angelino Alfano, le cui dimissioni metterebbero in serio pericolo la tenuta dell’esecutivo. Proprio per questo, il Pd è diviso. La segreteria del partito, in serata, ha annunciato: “Non votiamo la sfiducia, cadrebbe il governo”. Il premier Letta, da Londra, è intervenuto in difesa di Alfano, dichiarando: “Sarò in Parlamento venerdì e dalla relazione del prefetto Pansa emerge la totale estraneità del ministro Alfano“. Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, però, ha scritto nella sua newsletter: “Io sto con le forze dell’ordine perché scaricare su servitori dello Stato tutte le responsabilità senza che venga mai fuori un responsabile politico è indegno per la politica. E per l’Italia“.

Con il sindaco, tutti i senatori renziani, che intendono sottoporre la questione della richiesta di dimissioni al gruppo Pd del Senato, ma anche Anna Finocchiaro, che ritiene “un atto di responsabilità istituzionale se Alfano rimettesse la sua delega in mano al premier”. Della stessa opinione Gianni Cuperlo, mentre Felice Casson ha parlato di una “mezza barzelletta” e di “una presa in giro“. Laura Puppato ha invitato il suo partito a chiedere comunque le dimissioni di Alfano, e Rosy Bindi ha proposto: “Dovrebbe dimettersi da ministro dell’Interno restando vicepresidente del Consiglio“. L’ex premier Massimo D’Alema ha invece affermato: “E’ una vicenda che finisce per colpire e indebolire la forza del Governo. Chi si è reso protagonista di questa vicenda se ne assumerà le responsabilità, ma in questo momento provocare una crisi di governo sarebbe irresponsabile“.

Renzi, comunque, ha attaccato anche il suo partito, scrivendo: “Dicono che tutta questa vicenda nasca dalla mia ansia di far cadere il governo. Ma la realtà dei fatti è che io non ho alcun interesse a far saltare il governo Letta. Se molti dirigenti del Pd non vogliono che mi candidi, va bene. Se preferiscono perdere le elezioni pur di mantenere una poltrona, va bene. Ma non strumentalizzino una vicenda di cui io come italiano mi vergogno”. Il premier, da Londra, ha fatto comunque sapere: “Nessun problema con Renzi, ci siamo parlati”.

Intanto il Pdl, che ha tenuto in serata un vertice a Palazzo Grazioli, fa quadrato attorno ad Alfano. Sandro Bondi ha così messo in guardia dai rischi per la tenuta del governo: “Fermiamoci prima che sia troppo tardi. Se non ci fermiamo in tempo non solo rischiamo di mettere a rischio quel minimo di stabilità che abbiamo conquistato, ma saremo travolti da uno spirito di autodistruzione che non salverà nessuno”. I capigruppo di Senato e Camera della Lega Nord, Bitonci e Giorgetti, hanno intanto fatto sapere che il loro partito non voterà la mozione di sfiducia “anche se l’intervento del ministro contiene ancora alcuni punti da chiarire”.

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