Renzi: “Interventi per pensioni e ceto medio. Nel M5S co.co.pro di Casaleggio”

Il premier ha anche rivendicato il "Jobs Act" come "la cosa più di sinistra" e annunciato che per il referendum "ci saranno diecimila presidenti perché avremo diecimila comitati",

di Luca Fiorucci 25 maggio 2016 3:43
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Il premier Matteo Renzi è intervenuto venerdì pomeriggio al videoforum di Repubblica Tv, durante il quale ha affrontato i più svariati temi, soprattutto quelli economici, assicurando innanzitutto: “Nessuno deve temere per la propria pensione, tranquillità per tutti”. Renzi ha anzi annunciato di voler “intervenire per le pensioni, per gli autonomi, per il ceto medio e famiglie” perché “il ceto medio ancora soffre”, e ha aggiunto: “la vera scommessa è sapere se possiamo dare un anticipo pensionistico, l’Ape, a chi deve aspettare per la legge Fornero, chi va in pensione prima deve rinunciare a qualche cosa, ci siamo dati come tempo la prossima legge di Stabilità“. Sul rapporto con i sindacati, però, il presidente del Consiglio ha avvertito: “Noi non pensiamo che la concertazione sia la coperta di Linus della quale non si può fare a meno. Se c’è siamo più contenti e se si possono fare gli accordi noi siamo qui“.

Proprio ieri, al ministero del Lavoro, si è tenuto un confronto tra governo e Cgil, Cisl e Uil sulla modifica della legge Fornero, e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, per il quale l’incontro è avvenuto in un “clima molto positivo“, ha annunciato l’intenzione dell’esecutivo di ritoccare tale legge, relativamente alla previdenza, introducendo più flessibilità con la Legge di Stabilità, pur nel rispetto dei vincoli di bilancio. Renzi, comunque, ha rivendicato la sua riforma del lavoro, il “Jobs Act“, sostenendo che, anche se da sola non basta, tuttavia è la più grande operazione di lotta al precariato mai fatta da un governo, la cosa più di sinistra“. A proposito delle elezioni comunali di domenica 5 giugno, invece, Renzi ha attaccato il Movimento 5 Stelle, sostenendo che lui la lista degli assessori del candidato del Pd al Campidoglio Roberto Giachetti l’ha scoperta su Facebook, e ciò “è l’esatto opposto di chi firma un contratto della Casaleggio come fosse un co. co. pro”.

Al premier ha replicato, dal M5S, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, affermando: “I contratti li firma qualcuno del partito di Renzi impegnato a versare soldi al partito. Renzi ha firmato contratti a tempo indeterminato con le grandi lobby di questo paese a cui è legato mani e piedi. Faccia poco lo spiritoso. Quello della Raggi non è un contratto ma un codice etico“. Ma il presidente del Consiglio ha attaccato le opposizioni anche a proposito del referendum sulla riforma costituzionale che si terrà ad ottobre, dicendo: “I parlamentari dei Cinque Stelle e della Lega li capisco. Sanno che se passa il referendum uno su tre resta a casa. Sono terrorizzati di perdere la poltrona e vivere l’esperienza mistica di tornare a lavorare”.

Renzi ha inoltre annunciato che il comitato nazionale per il “si” al referendum non avrà un presidente, ma “ci saranno diecimila presidenti perché avremo diecimila comitati. Ora hanno firmato il manifesto 186 professori di diritto, arriveremo a mille e il portavoce sarà il responsabile della comunicazione scientifica“. Infine, quanto alle indiscrezioni su un intervento militare italiano in Libia, il premier ha chiarito: La storia dei cinquemila soldati è una notizia giornalistica che spero sia stata finalmente archiviata. Noi non interveniamo con il nostro esercito a meno di una richiesta generale e con la condivisione di Al Serraj ma lavoriamo a livello diplomatico per dare una mano perché Al Serraj possa dare stabilità alla Libia. In ogni caso la questione dell’invio delle truppe passa dal Parlamento”.

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