Usa, spiati Facebook e carte di credito. Obama: “Ok del Congresso”

I media all'attacco del presidente Usa per le intercettazioni svolte dalla Nsa, che avrebbe anche accesso diretto ai server di nove società Internet.

di Luca Fiorucci 8 giugno 2013 1:08

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è intervenuto per ribattere alle accuse dei media americani sulla questione delle intercettazioni svolte dalla National Security Agency nel corso della sua attività di spionaggio per scovare possibili terroristi. Obama ha spiegato: “Il piano di cui stiamo parlando è noto a ogni membro del Congresso ed è stato autorizzato più volte dal 2007 con sostegno bipartisan“. Il presidente americano ha poi rassicurato: “Nessuno ascolta le telefonate“, e ha aggiunto che va trovato un equilibrio tra la sicurezza degli americani e il diritto alla privacy.

Oltre alle telefonate intercettate rivelate dal Guardian, secondo il Washington Post, Nsa e Fbi avrebbero accesso diretto anche ai server di nove società Internet, tra cui Facebook, Google, Microsoft, Skype e Apple e potrebbero estrarre video, foto e contenuti in maniera da controllare la vita di milioni di cittadini. Sarebbero state spiate le utenze di tre delle principali compagnie telefoniche statunitensi: Verizon, At&T e Sprint. Secondo il Wall Street Journal, l’agenzia raccoglierebbe anche i dati relativi agli acquisti effettuati con le carte di credito, ottenendo l’accesso alle informazioni in mano alle banche e alle società emittenti.

Il programma per il controllo del web sarebbe stato creato nel 2007, con il nome in codice Prism, e costituirebbe una delle principali fonti della Nsa. Inoltre, almeno dal giugno 2010, anche l’agenzia governativa britannica che si occupa della sicurezza avrebbe avuto accesso ai dati di tale programma. Le società interessate smentiscono. Un portavoce di Google ha affermato: “Google si preoccupa seriamente della sicurezza dei dati degli utenti. Forniamo dati ai governi in conformità con la legge e rivediamo con grande attenzione tutte le richieste che ci vengono fatte“. Da Facebook, hanno precisato: Per Facebook proteggere la dati e la privacy dei propri utenti è una priorità assoluta“.

Intanto, però, i giornali americani hanno attaccato Obama assai duramente: il New York Times ha dedicato alla questione un editoriale in cui si parla di “un abuso di potere che richiede vere spiegazioni“, sostenendo che il governo “ha perso ogni credibilità su questo tema”. Il sito dell'”Huffington Post” apre a tutta pagina con il titolo “George B. Obama” sopra un fotomontaggio di una faccia che è la fusione delle foto dell’attuale presidente e del suo predecessore. Al Congresso, però, non solo i democratici, ma anche i repubblicani difendono il governo dinanzi alle polemiche, e ribattono che gli strumenti usati dalla National Security Agency rientrano nella “lotta al terrorismo”.

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