Wolkswagen, lo scandalo si allarga. Die Welt: “Berlino sapeva”

Sarebbero undici milioni le auto "truccate" per aggirare le norme antismog. Il titolo ha perso in Borsa oltre 24 miliardi in due giorni.

di Luca Fiorucci 23 Settembre 2015 8:43

Si allarga lo scandalo Wolkswagen: sarebbero infatti addirittura undici milioni le automobili della casa tedesca “truccate” per aggirare le normative antismog, e si teme una multa di diciotto miliardi di dollari, mentre il titolo ha perso in Borsa oltre 24 miliardi in due giorni. L’amministratore delegato di Wolkswagen Martin Winterkorn, in un videomessaggio, ha chiesto “scusa per la cattiva condotta della compagnia, assicurando che l’azienda “farà di tutto per recuperare la fiducia“, e spiegando poi: “Non abbiamo ancora tutte le risposte allo scandalo sui gas di scarico. Metteremo tutto sul tavolo, il più velocemente possibile e in modo trasparente”Winterkorn, però, non intende dimettersi, anche se, secondo un’anticipazione del Tagesspiege, smentita dall’azienda, egli non avrebbe più il sostegno del consiglio di sorveglianza, che mercoledì dovrebbe mandarlo via, per poi nominare al suo posto, sostiene il giornale, il capo della Porsche Matthias Mueller. 

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha chiesto “chiarezza” e “piena trasparenza sul caso”, mentre il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Donribt ha annunciato una commissione d’inchiesta sul caso, che sarà guidata dal sottosegretario ai Trasporti Michael Odenwald e si recherà a Wolfsburg, nella sede legale della Wolkswagen, in settimana, e giovedì si discuterà della questione anche al Bundestag. Lo scandalo, però, potrebbe avere implicazioni politiche, dato che, secondo il “Die Welt” online, un documento del ministero dei Trasporti tedesco presentato lo scorso 28 luglio in risposta ad un’interrogazione dei Verdi dimostrerebbe che il governo di Berlino sapeva che alcune marche adoperavano un software per aggirare i controlli sulle emissioni, anche se non si menzionavano tali marche, e, secondo il quotidiano tedesco, anche Bruxelles ne era a conoscenza. 

Intanto il ministro dell’Economia francese Michael Sapin ha chiesto l’immediata apertura di un‘inchiesta europea, così come la Gran Bretagna, e proprio da Bruxelles assicurano: “Andremo fino in fondo”. Per la portavoce al mercato interno Luisa Caudet, al momento “è prematuro” dire se in Europa siano necessarie “misure immediate di sorveglianza specifiche“, ma, ha aggiunto, “per il bene dei consumatori e l’ambiente, abbiamo bisogno della certezza che l’industria rispetti in modo scrupoloso i limiti delle emissioni, abbiamo preso la questione molto sul serio“. 

Il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha chiesto “a Wolkswagen Italia rassicurazioni sul mercato italiano e di valutare lo stop alla vendita dei veicoli in Italia qualora fosse stato adoperato anche nel nostro paese quel tipo di software, mentre il ministero dei Trasporti ha avviato un’indagine interpellando, oltre alla Wolkswagen, anche il Kba, Kraftfahrt-Bundesamt, il principale omologatore di tali vetture, per sapere se è possibile che anche in Italia siano state vendute auto “truccate” fra quelle omologate dalla stessa autorità tedesca per l’Europa. Richieste simili sono state avanzate dall’Australia, mentre la Corea del Sud svolgerà delle verifiche sulle versioni Diesel dei modelli Jetta, Golf ed Audi Ag A3. Il dipartimento americano di Giustizia ha avviato un’inchiesta penale sulla Wolkswagen, che potrebbe non essere l’unica casa automobilistica ad aver aggirato le normative statunitensi sulle emissioni, e pertanto le autorità americane sono in cerca di altri possibili illeciti. 

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