Il vino italiano conquista l’Oriente

I Paesi terzi rappresentano il mercato più interessante per le cantine nostrane. Nel 2012 la vendemmia più scarsa dal 1950

di Daniela Santoni 28 settembre 2012 15:15
Il vino del Belpaese conquista l'Oriente

Il vino italiano piace nel Belpaese e fuori. I dati divulgati da Assoenologi convalidano questo assunto che non può che rallegrare i produttori e rendere orgogliosi gli italiani. Una conferma di come il Paese possa uscire dalla crisi promuovendo le proprie eccellenze, alimentari e non. L’Estremo Oriente conferma il suo status di mercato più interessante per le cantine nostrane. Assoenologi, in un anno ha registrato un aumento della domanda pari al 22,7%. I flussi del vino made in Italy principalmente fanno rotta verso i Paesi dell’Unione Europea (il 53% del valore delle esportazioni).

“L’area dei Paesi terzi però cresce quasi di tre volte l’Unione” – spiega il direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli – e in valore è variata da 937 a 1.039 milioni. Il Giappone è in testa, dopo un lungo periodo di calma, con variazioni dell’ordine del +41,3% in valore e +27,3% in volume”. Tra i mercati minori, in decisa crescita si segnala Hong Kong (+36% valore e +41% volume), Singapore (+33% valore e +21% volume) che costituiscono hub importanti di comunicazione delle nuove tendenze delle aree d’influenza. Una certa dinamicità si è riscontrata anche nei paesi del Nord Europa come Svezia e Norvegia. Mentre una contrazione la si è registrata in Germania, Regno Unito e Usa. Ma nel Nord America risponde bene il mercato canadese con un +14,9%.

In Italia – afferma Giuseppe Martelli, – ci troviamo di fronte alla vendemmia più scarsa dal 1950. Allo stato attuale delle cose, la produzione di vino oscillerà intorno ai 40 milioni di ettolitri con tendenza al ribasso e con prezzi all’ingrosso in fibrillazione che aggiunge. E dire che sarebbe bastata qualche pioggia estiva e meno caldo per siglare un’annata assai degna di considerazione sia quantitativamente che qualitativamente. Ci avrebbe fatto veramente comodo – fa notare – visto che le nostre esportazioni, nonostante il periodo congiunturale, sono sempre in crescita”. Infatti i dati sull’esportazione mostrano un’accelerazione in valore rispetto al giugno 2011 che arriva al 7%, a fronte di una flessione dei volumi del 10,6% che riguarda però principalmente lo sfuso e i vini di più bassa fascia.

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